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Scopri le Magiche Visite Notturne alle Terme di Caracalla: Un’Esperienza Incantevole tra Luci e Acqua!

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Scopri le Magiche Visite Notturne alle Terme di Caracalla: Un’Esperienza Incantevole tra Luci e Acqua!

Visite Serali Rinnovate alle Terme di Caracalla

Le magiche visite notturne alle Terme di Caracalla ritornano, arricchite da un’avvincente programmazione di eventi speciali. Tra le novità vi è il grandioso Specchio d’acqua, che promette di incantare i visitatori con spettacolari giochi di luce. Questa esperienza non solo mette in risalto i resti ben conservati di quelle che sono considerate le terme imperiali più celebri di Roma, ma offre anche la possibilità di scoprire aree di solito inaccessibili durante il giorno.

Riflettendo sulla loro storicità, la Historia Augusta descrive le Terme di Caracalla come opere magnifiche e inimitabili, frutto dell’ingegno degli architetti di epoca romana. “Con l’arrivo dell’autunno, queste visite serali daranno il via a una stagione di eventi culturali e incontri, tra cui quelli dedicati al mito di Narciso”, ha commentato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. Le serate offriranno nuove opportunità per esplorare la struttura, con ingressi nei sotterranei e nel mitreo, il più grande mai rinvenuto nella capitale italiana.

Un Programma Ricco di Attività

Il programma delle visite serali alle Terme di Caracalla non si limita alla mera esplorazione dei resti monumentali. Si tratta di un’esperienza immersiva che invita i partecipanti a scoprire la complessità ideologica e culturale di questo straordinario luogo. I visitatori potranno ammirare le diverse aree della struttura, come biblioteche e sale dedicate ad attività culturali. Ogni serata riserverà emozioni uniche, grazie alla possibilità di osservare lo specchio d’acqua illuminato, mentre un’atmosfera notturna amplificherà la magia del luogo.

Inoltre, i turisti avranno l’opportunità di esplorare i sotterranei attraverso visite guidate da esperti archeologi. Questi conduceranno i partecipanti tra i passaggi segreti e l’affascinante mitreo, offrendo un’introspezione profonda in queste misteriose ed intime ambientazioni.

Dettagli sulle Visite e Schedulazione

Il calendario delle visite serali prevede un totale di nove appuntamenti, che si svolgeranno dal 28 settembre al 31 ottobre 2024. Si inizia domani, con un’apertura straordinaria, caratterizzata da un biglietto simbolico del costo di 1 euro. I biglietti possono essere acquistati online sul sito di Musei italiani. Le visite avverranno in diverse fasce orarie: 20.15, 20.25, 21.00, 21.15 e 21.50. Ogni tour avrà una durata di circa 40 minuti, e sarà seguito da un massimo di 40 partecipanti, accompagnati da due guide esperte.

In aggiunta, il 19 e 20 ottobre si terrà un ciclo di incontri in collaborazione con Electa, organizzato da Maurizio Bettini e Massimo Fusillo, che arricchiranno ulteriormente l’offerta culturale di questo straordinario sito.

Fonte Verificata

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Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

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Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.

Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano

Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.

Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle

Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.

Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori

Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?

Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino

Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.

Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.

Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…

La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.

E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.

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