Cronaca
Un Uomo Sotto Sorveglianza: Il Mondo Nascosto dei Dispositivi di Monitoraggio Elettronico

Un uomo di trent’anni, nonostante fosse stato denunciato e monitorato dalle autorità un anno fa, ha continuato a tormentare la sua ex compagna. Attualmente, è accusato di maltrattamenti in famiglia, avendo mostrato comportamenti aggressivi anche di fronte alla figlia di soli tre anni. La situazione è culminata ieri mattina quando gli agenti del commissariato Villa Glori sono intervenuti a Fidene, trovando l’uomo mentre minacciava la donna. Pur indossando un braccialetto elettronico, che gli imponeva di mantenere una distanza di almeno un chilometro da lei, ha violato questa restrizione, presentandosi a casa della ex e mostrando un atteggiamento violento, urlando frasi minacciose.
Intervento delle Forze dell’Ordine
Nonostante la donna fosse barricata nella sua abitazione, ha deciso di contattare il numero di emergenza 112. Fortunatamente, le autorità erano già state allertate grazie al segnale del dispositivo elettronico indossato dall’uomo. Quando la polizia è giunta sul posto, ha trovato il trentenne in stato di ebbrezza e determinato a forzare l’ingresso. L’arresto si è rivelato complicato, ma grazie all’intervento degli agenti, l’uomo è stato finalmente bloccato e portato in commissariato. La storia di violenze persistenti ha convinto il magistrato di turno a disporre il trasferimento dell’uomo nel carcere di Regina Coeli, dove dovrà affrontare un nuovo procedimento legale. La ex compagna, esprimendo il suo dolore e la sua paura, ha riferito agli agenti: “Non ce la faccio più”, denunciando l’inefficienza delle misure di protezione attuate finora.
Riflessioni sulla Prevenzione della Recidiva
Questa vicenda pone interrogativi cruciali riguardo alla recidiva e all’adeguatezza delle misure di sicurezza come il braccialetto elettronico. Sebbene l’imputato fosse già stato incarcerato in passato dai carabinieri, era riuscito a riottenere la libertà in tempi brevi, continuando a perseguitare l’ex compagna. Questo episodio mette in evidenza l’urgenza di implementare misure di protezione più rigorose, insieme a un monitoraggio attivo, per salvaguardare le vittime di violenza domestica. È essenziale che i dispositivi elettronici siano integrati in un sistema di protezione più ampio e che le autorità rispondano in modo tempestivo e deciso di fronte a tali violazioni, per garantire la sicurezza delle vittime.
Cronaca
Wakeman presenta un concerto solista al pianoforte degli Yes

Un’ultima notte da solo al pianoforte, come ha fatto per una vita. Poi basta. Rick Wakeman, storico tastierista britannico già membro degli Yes del periodo d’oro, gli anni Settanta, dice addio a questo tipo di concerti.
Il saluto di un’icona della musica
Wakeman ha comunicato la conclusione della sua carriera dedicata a concerti solisti, dopo aver deliziato i fan con le sue esibizioni per anni. I suoi concerti hanno sempre rappresentato una fusione di virtuosismo e passione, rendendoli un’esperienza unica per il pubblico.
Un legame con il passato
Noto per il suo lavoro con gli Yes, Wakeman ha segnato un’era della musica rock progressive. Ora, con il suo ritiro dai concerti al pianoforte, si chiude un capitolo che ha incantato generazioni di ascoltatori.
Il futuro della musica per Wakeman
La decisione di Rick Wakeman segna un cambio significativo nella sua carriera. Sebbene chiuda questa porta, il suo contributo alla musica rimarrà impresso nella storia. Il tastierista promette di continuare a essere presente nel panorama musicale, ma con modalità diverse.
Cronaca
Truffa dei permessi di soggiorno per madri straniere

Un papà italiano per garantire alle neomamme straniere il permesso di soggiorno: è questo il meccanismo rivelato da un’indagine condotta dal commissariato Viminale. Tre donne sudamericane avevano coinvolto due senza tetto e un pregiudicato nel ruolo di padri improvvisati per i loro figli, presentandosi negli uffici anagrafici degli ospedali per dichiarare la paternità. Gli investigatori hanno scoperto una rete di sfruttamento che traeva vantaggio dalla vulnerabilità degli uomini coinvolti, offrendo in cambio denaro, pasti e sigarette.
LA BANDA
Il principale artefice del raggiro è Simeone Halilovic, 53 anni, soprannominato Kojak, che si occupava di reclutare i falsi padri e definire i compensi. Al suo fianco operavano Daniele Amendolara, 35 anni, e Settimio Possenti, 55 anni, entrambi con precedenti penali. A supportare l’inchiesta c’è anche un clochard, testimone chiave che, dopo aver subito minacce, ha fornito testimonianze cruciali. Halilovic aveva convinto il clochard a dichiararsi padre di un bambino, mentre la madre, una cittadina venezuelana di 33 anni, lavorava come escort.
IL DNA
Le indagini hanno portato alla raccolta di prove biologiche grazie alla collaborazione del clochard, che temeva per la propria vita. Halilovic, dopo aver appreso della sua collaborazione con gli inquirenti, ha tentato di rintracciarlo, dichiarando: «Se lo trovo lo taglio». Gli agenti hanno scoperto che le madri erano in realtà conviventi con i veri padri dei bambini, portando alla luce un complicato sistema di false dichiarazioni. I test del DNA hanno confermato la verità riguardante le paternità, e per Halilovic e i suoi complici sono scattate misure restrittive, mentre le tre donne sono state poste agli arresti domiciliari. Il clochard, che ha assistito le forze dell’ordine, non è stato colpito da misure cautelari.
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