Cronaca
Carta d’identità a Roma: dibattito sui “saltafila” e pratiche irregolari per ottenere appuntamenti
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La sfida della burocrazia a Roma
Vivere a Roma, la Capitale italiana, comporta una serie di complessità, in particolare per quanto riguarda la burocrazia. Un aspetto critico è rappresentato dal rinnovo della carta d’identità. Attualmente, i cittadini sono costretti a prenotare il loro appuntamento solamente attraverso il sito web del Comune, un compito che si sta rivelando sempre più arduo.
Difficoltà nella prenotazione
Negli ultimi tempi, le cose sono cambiate notevolmente: mentre in passato era possibile prenotare appuntamenti per molti mesi in anticipo, ora i cittadini possono accedere solo a slot disponibili fino a sei settimane. Questa nuova procedura ha reso la situazione ancor più complicata, dato che le disponibilità si esauriscono rapidamente, a volte in meno di un minuto. Di fronte a tali difficoltà, molti romani si trovano a dover riprovare incessantemente per assicurarsi un appuntamento, sperando in un colpo di fortuna.
Soluzioni alternative: i facilitatori
In risposta a questa situazione frustrante, sono emerse agenzie specializzate in servizi di “facilitatori”. Queste organizzazioni si offrono di assistere i cittadini nella ricerca di disponibilità per gli appuntamenti, semplificando il processo di prenotazione. Gli utenti possono recarsi in sede con un documento d’identità (o, nel caso di smarrimento, una denuncia) e, se possibile, presentare lo Spid. Alcune di queste agenzie si dedicano anche alle carte d’identità elettroniche, fornendo supporto nella prenotazione.
Vantaggi e costi delle agenzie
Un ulteriore beneficio messo a disposizione da queste agenzie è la possibilità di scegliere una fascia oraria preferita, un’opzione spesso non concessa a chi cerca di prenotare autonomamente. Tuttavia, il servizio non è privo di costi, le tariffe oscillano tra i 20 e i 40 euro. Per contrastare questo fenomeno, il Comune di Roma ha invitato gli uffici anagrafici a vigilare sulla corrispondenza tra l’account utilizzato per la prenotazione e l’utente reale, soprattutto dopo aver scoperto pratiche scorrette all’interno dell’amministrazione. Le autorità locali stanno lavorando per migliorare il sistema di prenotazione, con l’obiettivo di aggiungere nuovi slot tre volte al giorno e rendere l’accesso al portale più fluido, sempre che gli utenti dispongano di una buona connessione Internet e siano rapidi nel tentare la prenotazione.
Cronaca
Prime dieci sospensioni effettuate
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Rientro amaro per alcuni studenti romani che ieri hanno ripreso le lezioni in presenza, mentre sono iniziate le sospensioni per coloro coinvolti nelle recenti occupazioni. Al liceo classico Virgilio, la sanzione ha colpito un solo studente per la sua partecipazione a varie mobilitazioni, inclusa una protesta in cui è stata bruciata una foto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per lui sono stati disposti 10 giorni di sospensione, con la curiosità su eventuali misure disciplinari per gli altri coinvolti.
Al liceo Cavour, dieci studenti hanno subito sanzioni, la cui durata è iniziata ieri, sebbene l’obbligo di frequenza sia mantenuto. I ragazzi hanno infatti organizzato un sit-in di protesta contro le “misure di repressione”, evidenziando le punizioni disciplinari che comportano fino a 15 giorni di sospensione, ore di volontariato con la comunità di Sant’Egidio e letture di “Il maestro e Margherita” di Bulgakov e “Contro il fanatismo” di Amos Oz.
I DANNI
Il tema delle sanzioni è strettamente legato al risarcimento danni. I collettivi studenteschi stanno attivando raccolte fondi anonime per evitare che solo pochi vengano identificati come responsabili. Al Morgagni sono stati raccolti oltre 4700 euro, mentre al Virgilio la somma ha superato i tremila. Due studenti del Visconti sono stati individuati come responsabili sulla base di una foto pubblicata su Instagram e dovranno coprire un risarcimento di 7200 euro. Gli studenti di Visconti avvertono che, in caso di mancato risarcimento, potrebbero affrontare un processo penale con la costituzione di parte civile da parte del ministro Valditara.
LA RIAPERTURA
In contrasto, il rientro per gli studenti del liceo Gullace di Roma è stato più gratificante, poiché sono tornati nella sede centrale dopo due mesi di chiusura. La struttura di piazza dei Cavalieri del Lavoro era stata chiusa per lavori di messa in sicurezza sismica. Dopo disagi legati a incendi e trasferimenti, dal 7 gennaio l’edificio ha riaperto, accogliendo nuovamente studenti con 22 aule riattivate. Daniele Parrucci ha spiegato che sono stati forniti banchi e sedie mancanti, e che sono stati eseguiti interventi di manutenzione per garantire l’operatività dell’edificio in sicurezza.
Cronaca
Furti e aggressioni nelle abitazioni di coppie di anziani, arrestata la banda
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Pericolosi, violenti e specializzati in furti in abitazione. Cinque banditi sono stati arrestati dai carabinieri di Frascati dopo aver messo a segno otto colpi tra Grottaferrata, Centocelle e Fidene tra l’11 e il 27 novembre. Le indagini hanno incluso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e satellitari. La “centrale operativa” della banda era situata nel campo rom di via dei Gordiani, dove è stato arrestato il capo, Luigi D. G., di 54 anni, insieme alla compagna, Laura M., di 34 anni. Tre altri complici, già in carcere per reati analoghi, erano Valentino M., di 27 anni, Florin T. e Alex M., entrambi di 24 anni.
LA SEQUENZA
La banda operava con modalità collaudate. A bordo di una Jeep Renegade noleggiata, il capo accompagnava i complici nei luoghi dei furti, prendendo di mira abitazioni di anziane coppie. Il primo allarme era scattato l’11 novembre a Grottaferrata, dove hanno fatto irruzione in due appartamenti, rubando oggetti per un valore di 10mila euro. Una vicina, insospettita, ha fotografato la targa del veicolo, attivando il “Targa System”. Dopo, i ladri hanno continuato a colpire, aggredendo anche un anziano in casa sua il 16 novembre con minacce di morte.
SOTTO LA LENTE
Le indagini non si fermano qui. Le utenze telefoniche del capo e della compagna continuano a essere monitorate anche dopo gli arresti. I complici detenuti hanno contattato Luigi D. G. e Laura M. tramite telefoni a loro disposizione in carcere. Nelle conversazioni registrate, hanno chiesto aiuti economici e minacciato di denunciarli se non ricevessero supporto. Gli investigatori stanno dunque esaminando un secondo filone d’indagine riguardante il traffico di telefoni e sim all’interno delle carceri.
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