Cronaca
Un’Offerta Inaspettata: Dalla Ricerca di Lavoro alla Proposta di Lotito!

# Un Nuovo Inizio per Mario: La Speranza di un Lavoro
Nel cuore di Roma, Mario, un uomo di sessant’anni, sta attraversando una delle fasi più difficili della sua esistenza. I documenti che tiene in mano sono pieni di preoccupazioni: bollette scadute e una minaccia imminente che sembra un capriccio crudele del destino. Tuttavia, un’inaspettata opportunità si affaccia nel suo orizzonte, dando un barlume di speranza. Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha deciso di offrirgli un lavoro, una notizia accolta con incredulità e profonda gratitudine da Mario, che si domanda come una figura di tale rilevanza possa essere stata toccata dalla sua situazione.
L’Incredulità di Mario
Il cuore di Mario batte forte mentre si rende conto dell’importanza di questa possibilità. Con un filo di voce, racconta la sua storia, quasi temendo che l’eco delle sue parole possa spegnere la magia che sta vivendo. Tre giorni senza cibo e risparmi esauriti hanno galvanizzato la sua unica priorità: proteggere e sfamare la sua famiglia. Le sue giornate erano divenute una partita a carte truccate, un continuo spostarsi da un negozio all’altro, sempre con esiti sfavorevoli. Mario rivela addirittura di aver pensato al ricovero in ospedale come ultima risorsa, giustificato dalla sete di un pasto caldo, un gesto dettato dalla pura disperazione.
Grazie a pochi sorsi d’acqua e a una determinazione incrollabile, Mario ha affrontato ogni giorno un lungo viaggio dalla periferia di Labaro fino al cuore pulsante di Roma, nella speranza che qualcuno potesse notare il suo bisogno e offrirgli un’opportunità.
Un Gesto di Umanità
Nonostante le nuove prospettive di lavoro, la realtà è stata difficile da affrontare. Un giorno, esausto, Mario è crollato sul marciapiede. A soccorrerlo sono stati gli agenti della Polizia Locale, che si sono dimostrati sensibili alla sua situazione. La sua storia, invisibile per molti, ha colpito i cuori degli agenti, che hanno avviato una raccolta di beni di prima necessità. Questo gesto di generosità ha mostrato che al di là dell’uniforme, esiste un profondo sentimento umano.
Ma il destino di Mario non si è fermato lì. Cristina Mezzaroma, moglie di Lotito e presidente della Fondazione S.S. Lazio 1900, è venuta a conoscenza della sua situazione e ha voluto offrire il proprio aiuto. Per Mario, un uomo che ha dedicato la vita al lavoro e non si è mai arreso, quella potrebbe diventare l’opportunità tanto attesa. Nonostante la sua lealtà verso la Juventus, è pronto a tutto pur di garantire un futuro migliore alla sua famiglia, persino a cambiare squadra.
Cronaca
Prime dieci sospensioni effettuate

Rientro amaro per alcuni studenti romani che ieri hanno ripreso le lezioni in presenza, mentre sono iniziate le sospensioni per coloro coinvolti nelle recenti occupazioni. Al liceo classico Virgilio, la sanzione ha colpito un solo studente per la sua partecipazione a varie mobilitazioni, inclusa una protesta in cui è stata bruciata una foto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per lui sono stati disposti 10 giorni di sospensione, con la curiosità su eventuali misure disciplinari per gli altri coinvolti.
Al liceo Cavour, dieci studenti hanno subito sanzioni, la cui durata è iniziata ieri, sebbene l’obbligo di frequenza sia mantenuto. I ragazzi hanno infatti organizzato un sit-in di protesta contro le “misure di repressione”, evidenziando le punizioni disciplinari che comportano fino a 15 giorni di sospensione, ore di volontariato con la comunità di Sant’Egidio e letture di “Il maestro e Margherita” di Bulgakov e “Contro il fanatismo” di Amos Oz.
I DANNI
Il tema delle sanzioni è strettamente legato al risarcimento danni. I collettivi studenteschi stanno attivando raccolte fondi anonime per evitare che solo pochi vengano identificati come responsabili. Al Morgagni sono stati raccolti oltre 4700 euro, mentre al Virgilio la somma ha superato i tremila. Due studenti del Visconti sono stati individuati come responsabili sulla base di una foto pubblicata su Instagram e dovranno coprire un risarcimento di 7200 euro. Gli studenti di Visconti avvertono che, in caso di mancato risarcimento, potrebbero affrontare un processo penale con la costituzione di parte civile da parte del ministro Valditara.
LA RIAPERTURA
In contrasto, il rientro per gli studenti del liceo Gullace di Roma è stato più gratificante, poiché sono tornati nella sede centrale dopo due mesi di chiusura. La struttura di piazza dei Cavalieri del Lavoro era stata chiusa per lavori di messa in sicurezza sismica. Dopo disagi legati a incendi e trasferimenti, dal 7 gennaio l’edificio ha riaperto, accogliendo nuovamente studenti con 22 aule riattivate. Daniele Parrucci ha spiegato che sono stati forniti banchi e sedie mancanti, e che sono stati eseguiti interventi di manutenzione per garantire l’operatività dell’edificio in sicurezza.
Cronaca
Furti e aggressioni nelle abitazioni di coppie di anziani, arrestata la banda

Pericolosi, violenti e specializzati in furti in abitazione. Cinque banditi sono stati arrestati dai carabinieri di Frascati dopo aver messo a segno otto colpi tra Grottaferrata, Centocelle e Fidene tra l’11 e il 27 novembre. Le indagini hanno incluso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e satellitari. La “centrale operativa” della banda era situata nel campo rom di via dei Gordiani, dove è stato arrestato il capo, Luigi D. G., di 54 anni, insieme alla compagna, Laura M., di 34 anni. Tre altri complici, già in carcere per reati analoghi, erano Valentino M., di 27 anni, Florin T. e Alex M., entrambi di 24 anni.
LA SEQUENZA
La banda operava con modalità collaudate. A bordo di una Jeep Renegade noleggiata, il capo accompagnava i complici nei luoghi dei furti, prendendo di mira abitazioni di anziane coppie. Il primo allarme era scattato l’11 novembre a Grottaferrata, dove hanno fatto irruzione in due appartamenti, rubando oggetti per un valore di 10mila euro. Una vicina, insospettita, ha fotografato la targa del veicolo, attivando il “Targa System”. Dopo, i ladri hanno continuato a colpire, aggredendo anche un anziano in casa sua il 16 novembre con minacce di morte.
SOTTO LA LENTE
Le indagini non si fermano qui. Le utenze telefoniche del capo e della compagna continuano a essere monitorate anche dopo gli arresti. I complici detenuti hanno contattato Luigi D. G. e Laura M. tramite telefoni a loro disposizione in carcere. Nelle conversazioni registrate, hanno chiesto aiuti economici e minacciato di denunciarli se non ricevessero supporto. Gli investigatori stanno dunque esaminando un secondo filone d’indagine riguardante il traffico di telefoni e sim all’interno delle carceri.
-
Attualità1 ora fa
Minacciata di morte dalla moglie: “Ti do ai miei amici e ti faccio prostituire”
-
Attualità6 giorni fa
Aggiornamenti su Camilla Sanvoisin, trovata morta nella casa del fidanzato alla Giustiniana
-
Attualità2 giorni fa
Un uomo viene morso da un cane al Parco Talenti e subisce la lesione dei legamenti del ginocchio.
-
Ultime Notizie Roma1 giorno fa
Chiarezza e Verità sulla Consacrazione Episcopale e sulla Prelatura Internazionale di S. E. Mons. Salvatore Micalef