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Cronaca

Cancellazione treni Alta Velocità e regionali nelle stazioni romane. Cane blocca la metro

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Cancellazione treni Alta Velocità e regionali nelle stazioni romane. Cane blocca la metro

L’AGITAZIONE

L’astensione dal lavoro è iniziata alle 21 di sabato sera e si è conclusa alle 21 di ieri, causando consistenti disagi alla circolazione in tutta Italia. Anche Roma ha vissuto una giornata di disagi con numerose cancellazioni di treni alla stazione Termini, soprattutto nella fascia oraria tra le 11 e le 13:40. I problemi si sono protratti per tutto il giorno, interessando anche le linee ad alta velocità verso Milano, Ancora, Lecce, Genova e Napoli. Le cancellazioni hanno riguardato anche i collegamenti per Venezia e, a livello regionale, per Albano. Trattandosi di una giornata festiva, non sono stati garantiti i treni regionali, diversamente da come avviene nei giorni lavorativi.

I DETTAGLI

Lo sciopero ha coinvolto il personale del Gruppo Fs, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, con l’eccezione delle regioni Piemonte e Valle d’Aosta. La protesta, promossa dal sindacato di base Usb, ha avuto un’adesione significativa da parte del personale delle società coinvolte, con una media di adesione del 75% tra i ferrovieri e punte del 100% in alcune aree. L’obiettivo era sollecitare il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro.

PROSSIMA PROTESTA: VENERDÌ

Già programmato per venerdì 29 novembre uno sciopero nel settore del trasporto pubblico di Roma. Ad incrociare le braccia saranno i lavoratori di Atac e delle linee periferiche gestite da Autoservizi Troiani/Sap e Autoservizi Tuscia/Bis. L’agitazione durerà 24 ore, ma saranno previste le consuete fasce di garanzia per gli utenti.

ANCHE FIDO

Oltre agli scioperi, a Roma si è verificato ieri un episodio insolito che ha creato scompiglio. Nella linea A della metro, un cane è sfuggito al controllo del proprietario alla stazione Spagna, intorno alle 15, ed è entrato nei tunnel. L’incidente ha portato a un rallentamento della linea A per consentire al personale di riportare l’animale in sicurezza e restituirlo al padrone.

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Prime dieci sospensioni effettuate

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Rientro amaro per alcuni studenti romani che ieri hanno ripreso le lezioni in presenza, mentre sono iniziate le sospensioni per coloro coinvolti nelle recenti occupazioni. Al liceo classico Virgilio, la sanzione ha colpito un solo studente per la sua partecipazione a varie mobilitazioni, inclusa una protesta in cui è stata bruciata una foto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per lui sono stati disposti 10 giorni di sospensione, con la curiosità su eventuali misure disciplinari per gli altri coinvolti.

Al liceo Cavour, dieci studenti hanno subito sanzioni, la cui durata è iniziata ieri, sebbene l’obbligo di frequenza sia mantenuto. I ragazzi hanno infatti organizzato un sit-in di protesta contro le “misure di repressione”, evidenziando le punizioni disciplinari che comportano fino a 15 giorni di sospensione, ore di volontariato con la comunità di Sant’Egidio e letture di “Il maestro e Margherita” di Bulgakov e “Contro il fanatismo” di Amos Oz.

I DANNI

Il tema delle sanzioni è strettamente legato al risarcimento danni. I collettivi studenteschi stanno attivando raccolte fondi anonime per evitare che solo pochi vengano identificati come responsabili. Al Morgagni sono stati raccolti oltre 4700 euro, mentre al Virgilio la somma ha superato i tremila. Due studenti del Visconti sono stati individuati come responsabili sulla base di una foto pubblicata su Instagram e dovranno coprire un risarcimento di 7200 euro. Gli studenti di Visconti avvertono che, in caso di mancato risarcimento, potrebbero affrontare un processo penale con la costituzione di parte civile da parte del ministro Valditara.

LA RIAPERTURA

In contrasto, il rientro per gli studenti del liceo Gullace di Roma è stato più gratificante, poiché sono tornati nella sede centrale dopo due mesi di chiusura. La struttura di piazza dei Cavalieri del Lavoro era stata chiusa per lavori di messa in sicurezza sismica. Dopo disagi legati a incendi e trasferimenti, dal 7 gennaio l’edificio ha riaperto, accogliendo nuovamente studenti con 22 aule riattivate. Daniele Parrucci ha spiegato che sono stati forniti banchi e sedie mancanti, e che sono stati eseguiti interventi di manutenzione per garantire l’operatività dell’edificio in sicurezza.

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Cronaca

Furti e aggressioni nelle abitazioni di coppie di anziani, arrestata la banda

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Pericolosi, violenti e specializzati in furti in abitazione. Cinque banditi sono stati arrestati dai carabinieri di Frascati dopo aver messo a segno otto colpi tra Grottaferrata, Centocelle e Fidene tra l’11 e il 27 novembre. Le indagini hanno incluso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e satellitari. La “centrale operativa” della banda era situata nel campo rom di via dei Gordiani, dove è stato arrestato il capo, Luigi D. G., di 54 anni, insieme alla compagna, Laura M., di 34 anni. Tre altri complici, già in carcere per reati analoghi, erano Valentino M., di 27 anni, Florin T. e Alex M., entrambi di 24 anni.

LA SEQUENZA

La banda operava con modalità collaudate. A bordo di una Jeep Renegade noleggiata, il capo accompagnava i complici nei luoghi dei furti, prendendo di mira abitazioni di anziane coppie. Il primo allarme era scattato l’11 novembre a Grottaferrata, dove hanno fatto irruzione in due appartamenti, rubando oggetti per un valore di 10mila euro. Una vicina, insospettita, ha fotografato la targa del veicolo, attivando il “Targa System”. Dopo, i ladri hanno continuato a colpire, aggredendo anche un anziano in casa sua il 16 novembre con minacce di morte.

SOTTO LA LENTE

Le indagini non si fermano qui. Le utenze telefoniche del capo e della compagna continuano a essere monitorate anche dopo gli arresti. I complici detenuti hanno contattato Luigi D. G. e Laura M. tramite telefoni a loro disposizione in carcere. Nelle conversazioni registrate, hanno chiesto aiuti economici e minacciato di denunciarli se non ricevessero supporto. Gli investigatori stanno dunque esaminando un secondo filone d’indagine riguardante il traffico di telefoni e sim all’interno delle carceri.

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