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Cronaca

Il Campidoglio accelera sul nuovo ponte della Scafa

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Il Campidoglio accelera sul nuovo ponte della Scafa

Un progetto atteso da vent’anni ha finalmente visto progresso con l’approvazione della costruzione del nuovo ponte della Scafa, che collegherà Ostia e Fiumicino, dopo una lunga serie di vicissitudini che hanno ritardato l’inizio dei lavori. La conferenza di servizi, recentemente conclusa, ha dato il via libera al progetto finale, segnando un passo avanti importante per l’opera.

Sviluppi del Progetto

L’assessore ai Lavori pubblici, Ornella Segnalini, ha comunicato che entro Natale sarà indetta la gara per selezionare la società incaricata della verifica dei progetti definitivi ed esecutivi. Questi dovranno essere completati e integrati con le direttive emerse dalle consultazioni più recenti. I lavori di costruzione prenderanno il via entro la fine dell’anno prossimo e dureranno tre anni, con un investimento totale previsto di 111 milioni di euro, già parzialmente stanziati.

Un Processo Lungo e Complesso

Il piano originario per il ponte risale ai primi anni 2000, ma vari ostacoli, tra cui il ritrovamento di navi romane e richieste di modifiche strutturali, hanno rallentato il corso dell’opera. Il progetto attuale prevede ora la separazione delle carreggiate dalla pista ciclabile, che verrà momentaneamente mantenuta sul vecchio ponte della Scafa fino alla realizzazione di una nuova passerella ciclabile.

L’Importanza Strategica del Ponte

Antonio Stampete, presidente della Commissione Lavori pubblici, ha sottolineato come l’inclusione del ponte della Scafa tra le opere del Giubileo rappresenti un riconoscimento della sua importanza strategica a livello nazionale. La collaborazione tra le autorità locali per garantire che il progetto si sviluppi in modo sostenibile comporta anche lavori di valorizzazione ambientale e miglioramenti dell’infrastruttura stradale associata.

Il sindaco di Fiumicino e il suo team hanno ringraziato i progettisti per un piano che abbraccia anche lo sviluppo di piste ciclabili e la ristrutturazione del waterfront, dimostrando impegno verso un uso sostenibile dello spazio urbano coinvolto. Con prospettive sempre più concrete, la realizzazione di questo ponte si avvia verso un’avvenire di innovazione e connessione tra i due centri urbani.

Cronaca

Prime dieci sospensioni effettuate

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Rientro amaro per alcuni studenti romani che ieri hanno ripreso le lezioni in presenza, mentre sono iniziate le sospensioni per coloro coinvolti nelle recenti occupazioni. Al liceo classico Virgilio, la sanzione ha colpito un solo studente per la sua partecipazione a varie mobilitazioni, inclusa una protesta in cui è stata bruciata una foto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per lui sono stati disposti 10 giorni di sospensione, con la curiosità su eventuali misure disciplinari per gli altri coinvolti.

Al liceo Cavour, dieci studenti hanno subito sanzioni, la cui durata è iniziata ieri, sebbene l’obbligo di frequenza sia mantenuto. I ragazzi hanno infatti organizzato un sit-in di protesta contro le “misure di repressione”, evidenziando le punizioni disciplinari che comportano fino a 15 giorni di sospensione, ore di volontariato con la comunità di Sant’Egidio e letture di “Il maestro e Margherita” di Bulgakov e “Contro il fanatismo” di Amos Oz.

I DANNI

Il tema delle sanzioni è strettamente legato al risarcimento danni. I collettivi studenteschi stanno attivando raccolte fondi anonime per evitare che solo pochi vengano identificati come responsabili. Al Morgagni sono stati raccolti oltre 4700 euro, mentre al Virgilio la somma ha superato i tremila. Due studenti del Visconti sono stati individuati come responsabili sulla base di una foto pubblicata su Instagram e dovranno coprire un risarcimento di 7200 euro. Gli studenti di Visconti avvertono che, in caso di mancato risarcimento, potrebbero affrontare un processo penale con la costituzione di parte civile da parte del ministro Valditara.

LA RIAPERTURA

In contrasto, il rientro per gli studenti del liceo Gullace di Roma è stato più gratificante, poiché sono tornati nella sede centrale dopo due mesi di chiusura. La struttura di piazza dei Cavalieri del Lavoro era stata chiusa per lavori di messa in sicurezza sismica. Dopo disagi legati a incendi e trasferimenti, dal 7 gennaio l’edificio ha riaperto, accogliendo nuovamente studenti con 22 aule riattivate. Daniele Parrucci ha spiegato che sono stati forniti banchi e sedie mancanti, e che sono stati eseguiti interventi di manutenzione per garantire l’operatività dell’edificio in sicurezza.

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Cronaca

Furti e aggressioni nelle abitazioni di coppie di anziani, arrestata la banda

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Pericolosi, violenti e specializzati in furti in abitazione. Cinque banditi sono stati arrestati dai carabinieri di Frascati dopo aver messo a segno otto colpi tra Grottaferrata, Centocelle e Fidene tra l’11 e il 27 novembre. Le indagini hanno incluso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e satellitari. La “centrale operativa” della banda era situata nel campo rom di via dei Gordiani, dove è stato arrestato il capo, Luigi D. G., di 54 anni, insieme alla compagna, Laura M., di 34 anni. Tre altri complici, già in carcere per reati analoghi, erano Valentino M., di 27 anni, Florin T. e Alex M., entrambi di 24 anni.

LA SEQUENZA

La banda operava con modalità collaudate. A bordo di una Jeep Renegade noleggiata, il capo accompagnava i complici nei luoghi dei furti, prendendo di mira abitazioni di anziane coppie. Il primo allarme era scattato l’11 novembre a Grottaferrata, dove hanno fatto irruzione in due appartamenti, rubando oggetti per un valore di 10mila euro. Una vicina, insospettita, ha fotografato la targa del veicolo, attivando il “Targa System”. Dopo, i ladri hanno continuato a colpire, aggredendo anche un anziano in casa sua il 16 novembre con minacce di morte.

SOTTO LA LENTE

Le indagini non si fermano qui. Le utenze telefoniche del capo e della compagna continuano a essere monitorate anche dopo gli arresti. I complici detenuti hanno contattato Luigi D. G. e Laura M. tramite telefoni a loro disposizione in carcere. Nelle conversazioni registrate, hanno chiesto aiuti economici e minacciato di denunciarli se non ricevessero supporto. Gli investigatori stanno dunque esaminando un secondo filone d’indagine riguardante il traffico di telefoni e sim all’interno delle carceri.

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