Attualità
Nonna 90enne abbandonata in condizioni igieniche gravi finisce in ospedale: arrestato il nipote
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Dovrà rispondere del reato di abbandono d’incapace un 46enne che non si è preso cura di sua nonna. La 90enne è arrivata al pronto soccorso con l’ambulanza in condizioni igieniche gravi.
Ha abbandonato la nonna novantenne in condizioni igienico sanitarie gravi, tanto da essere necessarie delle cure in ospedale. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia hanno arrestato il nipote, un uomo di quarantasei anni romano, gravemente indiziato di non aver prestato le dovute cure alla nonna, con la quale conviveva.
L’anziana arrivata al pronto soccorso in codizioni igieniche gravi
A dare l’allarme chiamando i carabinieri e per richiedere il loro intervento sono stati i medici della clinica Sant’Anna di Pomezia. È lì che la donna è giunta trasportata con l’ambulanza. I sanitari hanno contattato i militari perché avevano preso in carico l’anziana e, dato il suo stato, hanno ipotizzato una situazione di abbandono, che come la prassi richiede, prevede l’intervento delle forze dell’ordine. La donna infatti è arrivata al pronto soccorso in condizioni igienico sanitarie molto gravi, che hanno richiesto delle cure.
Una situazione che mostra come l’anziana fosse abbandonata, senza la benché minima cura da parte del famigliare né igiene personale. La novantenne infatti, data l’età e il suo stato, non era in grado di prendersi cura di se stessa da sola e nessuno lo faceva al posto suo. I carabinieri hanno raggiunto l’abitazione in cui la novantenne viveva con il nipote e hanno scoperto…
Attualità
Inizia il processo per l’avvocato accusato di aver rubato mezzo milione di euro a Paolo Calissano
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È iniziato il processo relativo alla morte di Paolo Calissano, l’attore genovese deceduto a Roma il 29 dicembre 2021. A essere imputato è l’avvocato Matteo Minna, storico amministratore di sostegno di Calissano, accusato di peculato, circonvenzione di incapace e falso. L’accusa sostiene che Minna abbia sottratto alla vittima circa mezzo milione di euro approfittando della sua vulnerabilità. Il fratello di Calissano, Roberto, ha sporto denuncia dopo aver notato anomalie nei conti e nei bonifici dell’attore.
Il ruolo dell’avvocato Minna
Il fratello di Paolo Calissano ha descritto la situazione come un “duplice dolore, perché ci fidavamo di lui”. Minna e Calissano si conoscevano da tredici anni, durante i quali l’avvocato ha gestito le finanze dell’attore. Dall’inizio del procedimento, Minna si trova agli arresti domiciliari e sono emerse circa 143 operazioni irregolari effettuate nell’arco di tredici anni. Nell’ultimo periodo della sua vita, Paolo Calissano era in uno stato di fragilità, afflitto da depressione e debiti.
Altre presunte vittime e sequestro di beni
Oltre a Calissano, Minna sarebbe accusato di aver ingannato altre persone, sottraendo denaro in modo “spregiudicato”. Per queste motivazioni, è stato disposto un sequestro di beni per un valore di 800mila euro nei suoi confronti.
Attualità
Perizia sui telefonini di Camilla Sanvoisin: la verità negli ultimi messaggi con il fidanzato riguardo alla sua morte
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La Procura della Repubblica di Roma ha avviato una perizia sugli smartphone di Camilla Sanvoisin e del fidanzato Giacomo Celluprica, nella speranza di ottenere informazioni rilevanti sui messaggi scambiati, per ricostruire le ultime ore di vita della giovane, trovata morta nella sua abitazione il mattino di venerdì 13 febbraio. Gli esiti della perizia sono attesi entro un mese, mentre l’indagine prosegue per stabilire le cause della morte, che è attualmente considerata come conseguenza di un altro reato.
Dettagli sulla sera della morte
Il fidanzato di Camilla ha riferito agli inquirenti che entrambi avrebbero assunto eroina la sera prima del tragico evento. Ha raccontato di essersi addormentato dopo aver consumato la sostanza e di essersi svegliato senza rendersi conto che Camilla non respirava più, portandolo a contattare i soccorsi. Nella loro abitazione è stato trovato del metadone.
Testimonianze e sviluppi delle indagini
La proprietaria del consorzio in cui viveva la coppia ha dichiarato che una collaboratrice domestica avrebbe notato che Camilla stava male già nel pomeriggio, prima dell’assunzione della sostanza. Inoltre, grazie ai tabulati telefonici, è stato rintracciato un presunto spacciatore che avrebbe venduto droga al fidanzato, risiedente a Tor Bella Monaca. Le indagini continueranno con gli esami istologici e tossicologici sulla salma di Camilla, per individuare con precisione le cause dell’arresto cardiaco che ha portato alla sua morte.
Senza segni di violenza
I primi accertamenti non hanno rivelato segni di violenza né fori da iniezione. Tra le ipotesi formulate, si sospetta che l’eroina potesse essere stata contaminata con benzodiazepine o fentanyl. Le indagini sono ancora in corso e restano in attesa dei risultati degli esami.
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