Cronaca
Concerto gospel per la solidarietà nella Basilica di San Giuseppe al Trionfale organizza l’evento benefico per la Lega del Filo d’Oro

Il concerto benefico, previsto per il prossimo 15 dicembre, riunirà alcuni tra i più noti solisti e cori del panorama musicale per un evento gospel di grande intensità. L’iniziativa mira a sottolineare il potere della musica nel trasmettere un messaggio di solidarietà e speranza. L’ingresso è libero e gratuito, con possibilità di donazioni volontarie a sostegno della Fondazione Lega del Filo d’Oro ETS – Ente Filantropico, da 60 anni punto di riferimento in Italia per le persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale.
Un Evento di Solidarietà
Domenica 15 dicembre, dalle 16:30, la suggestiva Basilica di San Giuseppe al Trionfale farà da cornice a un pomeriggio speciale. L’evento, intitolato “Voci di luce: concerto gospel per la solidarietà”, è organizzato dalle associazioni APS ViViAmol’Arte e Con I Miei Occhi. La serata offrirà un’esperienza musicale coinvolgente, presentata dalla giornalista Roberta Ammendola, attraverso le interpretazioni di cori e artisti di rilievo, con un repertorio gospel ricco di messaggi di speranza.
Presenza di Artisti di Rilievo
Sul palco si esibiranno numerosi artisti tra cui Tia Architto, Marco Severin, Bruna Bencivenga, e diversi cori come VeioInCanto e Opera Project. La direzione musicale sarà affidata al Maestro Carlo Alberto Gioja, che vede nella musica un potente strumento per promuovere valori quali solidarietà e inclusione.
Un Sostegno Prezioso
L’evento è un’importante occasione per sostenere le attività della Fondazione Lega del Filo d’Oro, che da 60 anni si dedica all’assistenza e valorizzazione delle persone sordocieche. I partecipanti potranno contribuire tramite donazioni volontarie, anche prima dell’evento, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di chi affronta sfide quotidiane.
L’ingresso è libero e le donazioni possono essere effettuate online sul sito ufficiale della Lega del Filo d’Oro.
Cronaca
Morto Grant Paterson, il turista ustionato nell’esplosione di Monteverde

È morto Grant Paterson, il turista scozzese di 54 anni ricoverato in ospedale dallo scorso 23 marzo, giorno in cui l’esplosione di una palazzina lo aveva travolto nel bed & breakfast dove alloggiava. Paterson era arrivato a Roma una settimana prima e aveva affittato un alloggio al civico 43 di via Vitellia.
Sui social aveva scritto: "È fantastico e le foto non rendono giustizia. Dato che sono solo, mi siedo ogni giorno in un posto diverso.” Poi, un commento ironico che oggi suona come un tragico presagio: “Questa dovrebbe essere una buona settimana, se non vengo ucciso in qualche modo assurdo.” Quattro giorni dopo, la tragedia.
La palazzina è esplosa, probabilmente a causa di una fuga di gas, proprio alla vigilia della partenza di Paterson. I carabinieri e i vigili del fuoco lo hanno estratto vivo dalle macerie, ma le sue ferite erano troppo gravi. Oggi è deceduto. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, ipotizza il reato di disastro colposo e omicidio colposo. Sul corpo dell’uomo verrà disposta un’autopsia, mentre carabinieri e vigili del fuoco continuano a indagare sulle cause dell’esplosione. La Procura ha incaricato un ingegnere per una consulenza tecnica e l’area resta sotto sequestro. Si cercano ancora possibili inneschi o bombole del gas sepolte sotto le macerie.
Cronaca
La paura per la propria vita

E’ morto il turista scozzese Grant Paterson, di 54 anni, a seguito di un grave incidente avvenuto il 23 marzo nel quartiere Monteverde a Roma, dove una palazzina è crollata. Paterson si trovava all’ospedale Sant’Eugenio con ustioni sul 70% del corpo. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, indaga su possibili reati di disastro e omicidio colposo, e verrà disposta l’autopsia sul corpo del defunto.
Le indagini
Le indagini, condotte dai carabinieri e dai vigili del fuoco, mirano a chiarire le cause dell’esplosione e del crollo dell’edificio, e per questo è stata richiesta una consulenza tecnica. L’area dell’incidente è attualmente sotto sequestro.
Le autorità stanno esplorando due ipotesi: una fuga di gas, che potrebbe essere stata causata da un malfunzionamento o dalla presenza di bombole, oppure un gesto volontario da parte di Paterson. Ultimo in vacanza a Roma senza amici né famiglia, il turista aveva condiviso post sui social in cui scherzava: «Questa dovrebbe essere una buona settimana – se non vengo ucciso in qualche modo…».
In base alla distribuzione delle ustioni sul suo corpo, sembra che Paterson possa essere stato esposto a una fiammata da distanza ravvicinata. Le indagini continuano per chiarire le dinamiche esatte di quanto accaduto.
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