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Paura all’Aurelio, più di 50 famiglie evacuano una palazzina a rischio crollo

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Paura all’Aurelio, più di 50 famiglie evacuano una palazzina a rischio crollo

Evacuazione in corso per oltre 50 famiglie da un palazzo pericolante a Roma Nord Ovest, situato tra via Mattia Battistini e via Boccea. L’impatto dell’emergenza non si è limitato ai residenti, ma ha coinvolto anche il traffico e le attività commerciali della zona. L’amministratore di condominio ha lanciato un appello alla solidarietà del quartiere.

A sinistra la foto del palazzo pericolante, dal profilo di Maurizio Galli. A destra alcune delle attività commerciali che si trovano al piano terra dal gruppo di quartiere.

Emergenza e sicurezza

Un palazzo in via Ennio Bonifazi, arteria che congiunge la stazione della metropolitana di Battistini a via di Boccea, è al centro dell’attenzione. L’amministratore di condominio ha rivelato che 35 famiglie sono state evacuate a causa dell’ordinanza, con un totale di oltre 50 nuclei coinvolti. L’intera operazione è avvenuta in tempi rapidi, suscitando perplessità sulla gestione dell’emergenza.

Appello alla comunità

La situazione ha destato preoccupazione anche per le implicazioni sociali e logistiche. “In 24 ore 35 nuclei familiari sono stati costretti ad uscire di casa”, ha dichiarato l’amministratore, aggiungendo che è fondamentale non sottovalutare l’accaduto. Ancora ignote le responsabilità che hanno condotto al degrado strutturale, ma per il momento l’importante è garantire il supporto necessario ai residenti.

Conseguenze e azioni future

La chiusura delle strade circostanti ha complicato ulteriormente la situazione, lasciando accessi consentiti inizialmente ai soli residenti. Sono state avanzate critiche per la gestione della situazione, con un invito chiaro a supportare le famiglie sfollate e le attività commerciali danneggiate. L’intero quartiere è invitato a mostrare solidarietà e a spingere le autorità a intervenire con prontezza.

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.

Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.

Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…

La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.

E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.

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Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

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Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

Un presunto caso di ricatto ha coinvolto un’ex amante scambista, che avrebbe minacciato un uomo di inviare foto compromettenti alla moglie se non fossero stati pagati 5.000 euro. Secondo quanto riportato, ‘l’uomo ha ricevuto un messaggio dove si richiede il pagamento in cambio del silenzio’.

Le autorità sono state allertate e hanno avviato un’indagine per identificare la donna e valutare le azioni legali da intraprendere. L’episodio ha suscitato un dibattito sulle pratiche di ricatto e sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire tali situazioni.

Il caso evidenzia l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nella vita privata, specialmente in un contesto digitale dove le informazioni personali possono essere facilmente utilizzate contro di noi.

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