Attualità
Vernice nera lanciata sull’albero di Natale Fendi in via del Corso a Roma da attivisti per il clima
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Blitz di Ultima Generazione in via del Corso a Roma. Gli attivisti per il clima hanno lanciato vernice nera sull’albero di Natale di Fendi, definito “simbolo della cattiva coscienza del governo e delle lobby dei miliardari”.
Protesta e Messaggio
L’azione di protesta si è svolta nel pomeriggio dello scorso 21 dicembre, in una zona affollata da persone in cerca degli ultimi regali. Due attivisti hanno lanciato vernice nera lavabile sull’albero, accompagnando il gesto con slogan chiari: "Per Natale vogliamo un futuro", e mostrando cartelli che affermavano “In Italia, 5,7 milioni di poveri. Buon Natale un c***”.
Dati sulla Povertà
Gli attivisti hanno sottolineato la situazione critica in Italia, con 5,7 milioni di cittadini in stato di povertà assoluta, pari al 9,7% della popolazione, e il crescente divario con i miliardari, come evidenziato dalla classifica Forbes Italia. "Il futuro di questo Paese è sempre più nero", hanno commentato, richiamando l’attenzione su un rapporto Caritas che mette in luce la disparità socio-economica presente.
Richieste degli Attivisti
La loro richiesta principale è di istituire un "Fondo Riparazione" preventivo, permanente e partecipato, finanziato attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi, la tassazione degli extra-profitti delle compagnie fossili, e il taglio delle spese superflue della politica. Gli attivisti hanno annunciato che le loro azioni di disobbedienza civile nonviolenta continueranno anche nel 2025, affrontando che "ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi".
Attualità
Giuseppe Pignatone convocato in commissione per indagare sulla scomparsa di Emanuela Orlandi: chi è e quali sono i suoi legami
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C’è grande attesa per l’audizione di Giuseppe Pignatone, convocato da Don Vergari e dalla vedova di De Pedis, che lo ha definito ‘procuratore nostro’. Questa audizione si inserisce nell’ambito della commissione bicamerale d’inchiesta sui casi di scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Pignatone, che dieci anni fa ha chiesto e ottenuto l’archiviazione delle indagini sul caso Orlandi per mancanza di prove, risulta al centro delle indagini attuali.
Legami e indagini chiuse
Tra gli indagati all’epoca figuravano esponenti della banda della Magliana e monsignor Pietro Vergari. Le affermazioni di Don Vergari, che ha definito Pignatone ‘procuratore nostro’, sollevano interrogativi sul possibile legame tra i due. Il dottore Pignatone, presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano fino alla fine del 2024, ha avuto una carriera segnata da indagini significative, inclusa Mafia Capitale. È importante sottolineare che, nonostante la mancanza di prove consistenti, le motivazioni per la chiusura delle indagini sul caso Orlandi rimangono oggetto di discussione.
Il ruolo di Sabrina Minardi
La riapertura delle indagini sul caso di Emanuela Orlandi è stata innescata dalle dichiarazioni di Sabrina Minardi nel 2006, partner di Enrico De Pedis. Minardi ha affermato che Emanuela sarebbe stata rapita per ordine di figure religiose e sarebbe stata nascosta prima di essere lasciata ad un prete. Queste rivelazioni hanno portato a nuove inchieste, coinvolgendo diversi indagati.
Le parole di Pietro Orlandi
Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, ha commentato la situazione attuale, sottolineando quanto sia complessa la vicenda legata alla scomparsa della sorella e come le indagini siano state influenzate nel tempo. Il suo coinvolgimento, insieme all’auspicio di maggiore chiarezza, rappresenta il desiderio di giustizia e verità per una storia che dura da decenni. La commissione d’inchiesta ha ascoltato vari testimoni, e l’audizione di Pignatone è vista come un passo cruciale nel riaccendere l’attenzione su un caso irrisolto.
Attualità
Un uomo viene accoltellato durante una lite ai tavoli di un ristorante: tre anni di reclusione per il condannato
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Un 44enne è stato condannato a tre anni di reclusione per aver accoltellato un uomo. L’aggressione è avvenuta l’estate scorsa all’esterno di un ristorante di Isola del Liri.
Dettagli dell’aggressione
Il giudice del Tribunale di Cassino ha emesso la condanna alcuni giorni fa. L’aggressione risale al 25 luglio del 2024 ed è avvenuta intorno alle 2 di notte, quando sette persone erano sedute all’esterno di un ristorante. Durante una discussione per motivi non chiariti, l’imputato ha accoltellato la vittima a un fianco, la quale ha dovuto ricevere cure mediche ed è stata trasportata in ospedale.
Indagini e arresto
Le indagini condotte dai carabinieri hanno portato all’arresto dell’uomo. Gli agenti, intervenuti sul luogo dell’aggressione, hanno raccolto testimonianze e analizzato le immagini delle telecamere di zona. Queste ultime hanno documentato l’accoltellamento, fornendo elementi cruciali per l’inchiesta e confermando l’operato dell’aggressore. Una volta inviata l’informativa in Procura, è scattato l’arresto.
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