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Centro migranti di Roma utilizzato come base di stoccaggio e reclutamento dei pusher, con la droga che viaggiava sui mezzi pubblici

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Centro migranti di Roma utilizzato come base di stoccaggio e reclutamento dei pusher, con la droga che viaggiava sui mezzi pubblici

Un’operazione dei carabinieri ha rivelato un vasto traffico di droga tra Albania e Roma, con un centro di accoglienza utilizzato come base per lo stoccaggio e il reclutamento di spacciatori. Il blitz, avvenuto mercoledì 19 febbraio, ha portato all’arresto di 27 persone, 20 delle quali sono state condotte in carcere e 7 agli arresti domiciliari, in risposta a un’ordinanza emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica.

Traffico di sostanze stupefacenti

Le persone coinvolte sono gravemente indiziate di ‘associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti’, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione, porto di armi da fuoco e intestazione fittizia di beni. L’operazione ha avuto effetti in Italia, Albania e Spagna.

Utilizzo del Centro Sprar per il reclutamento

Il centro Sprar di via della Riserva Nuova ha fungito da ‘stoccaggio della droga’ proveniente dall’Albania, dove veniva poi smistata in Europa. In particolare, è emerso un reclutamento di spacciatori tra i migranti nigeriani ospiti del centro, in attesa del loro status di rifugiati.

Accertamenti e collaborazioni internazionali

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli e dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, hanno rivelato che un gruppo di cittadini albanesi importava marijuana da Valona, con l’assistenza di organizzazioni nigeriane per la distribuzione in Italia e in Europa, anche tramite mezzi pubblici. Arresti sono stati effettuati anche in Albania e Spagna in collaborazione con le autorità locali.

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Arresto di padre e figlio trovati con 250mila euro falsi, una pistola e munizioni tenute illegalmente

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Arresto di padre e figlio trovati con 250mila euro falsi, una pistola e munizioni tenute illegalmente

Due uomini, un padre di 73 anni e un figlio di 48 anni, sono stati arrestati a Pomezia (Roma) per possesso di oltre 20mila euro in banconote false, unitamente a armi e munizioni detenute illegalmente.

Nella giornata di sabato 22 febbraio, i carabinieri della stazione di Torvaianica, in collaborazione con l’Aliquota operativa, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dei due durante un’attività info-investigativa. Durante l’operazione, sono stati trovati 20.500 euro in banconote da cento euro, una pistola scacciacani priva del tappo rosso e diverse munizioni, tra cui 28 a salve, sei cartucce calibro 22 e 60 cartucce calibro 12. Tutti gli oggetti sono stati sequestrati poiché detenuti illegalmente.

I due arrestati, già noti alle forze dell’ordine, dovranno ora rispondere alle accuse di detenzione di monete contraffatte e di armi.

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Arrestato per aver cercato di sfondare la porta di casa dell’ex fidanzata e per aver tentato di aggredire i carabinieri.

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Arrestato per aver cercato di sfondare la porta di casa dell’ex fidanzata e per aver tentato di aggredire i carabinieri.

Un uomo di 67 anni è stato arrestato per aver perseguitato l’ex compagna, tentando anche di sfondare la porta di casa sua. L’episodio è avvenuto la sera di venerdì 21 febbraio a Tor Vergata, quando la donna ha contattato il numero unico delle emergenze 112, segnalando che l’ex si stava tentando di entrare nella sua abitazione. I carabinieri sono intervenuti, arrestando l’uomo in flagranza di reato.

La dinamica

Secondo la vittima, l’ex compagno ha iniziato a colpire ripetutamente il portoncino d’ingresso con calci e pugni nel tentativo di entrare. Non accettando la fine della relazione, il 67enne ha perseguitato la donna per lungo tempo. Dopo l’ennesimo tentativo di intrusione, la vittima ha deciso di contattare le forze dell’ordine.

L’arresto

L’uomo, che si trovava in stato di ebbrezza, ha cercato di aggredire i carabinieri con una bottiglia di vetro per sfuggire al loro controllo, ma non ha causato feriti. Dopo essere stato bloccato, è stato portato in caserma per le procedure di rito e successivamente trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove il Tribunale ha convalidato il suo arresto.

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