Attualità
Sette arresti per pedopornografia a Roma, tra cui un volontario in una casa famiglia

Continuano le indagini per pedopornografia a Roma e nel Lazio, che hanno portato a sette arresti effettuati dalla Polizia di Stato. Tra gli arrestati si trovano un volontario di una casa famiglia e un ex amministratore di condominio in possesso di oltre 150mila file di materiale pedopornografico.
L’Operazione Progress Day
L’operazione, nota come Progress Day, ha avuto come obiettivo la detenzione e divulgazione di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Gli arresti sono stati effettuati dagli agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Lazio, durante un’azione che ha coinvolto il territorio di Roma e provincia. Gli arrestati, definiti “insospettabili”, includono uomini tra i 50 e i 60 anni, come operai e tecnici informatici, e un impiegato di un istituto bancario.
Dettagli sugli Arresti
Secondo le informazioni fornite dalla polizia, l’ex amministratore di condominio aveva collezionato e catalogato materiale pedopornografico per oltre 10 anni. Le indagini, condotte anche sotto copertura, hanno permesso agli agenti di risalire agli indirizzi IP dei computer coinvolti. I sette uomini sono stati arrestati in flagranza di reato, poiché i loro dispositivi risultavano accesi al momento delle perquisizioni.
Il Fenomeno della Pedopornografia nel Lazio
Queste non sono le prime indagini di questo tipo nella capitale. Nel corso del 2023, gli agenti hanno trovato 15.772 gigabyte di materiale esplicito, registrando 1.131 denunce per reati di pedopornografia, 7 arresti, 108 persone denunciate in stato di libertà e 68 perquisizioni. Le operazioni continueranno per contrastare questo grave fenomeno e garantire la sicurezza della comunità.
Attualità
Inizia il processo per l’avvocato accusato di aver rubato mezzo milione di euro a Paolo Calissano

È iniziato il processo relativo alla morte di Paolo Calissano, l’attore genovese deceduto a Roma il 29 dicembre 2021. A essere imputato è l’avvocato Matteo Minna, storico amministratore di sostegno di Calissano, accusato di peculato, circonvenzione di incapace e falso. L’accusa sostiene che Minna abbia sottratto alla vittima circa mezzo milione di euro approfittando della sua vulnerabilità. Il fratello di Calissano, Roberto, ha sporto denuncia dopo aver notato anomalie nei conti e nei bonifici dell’attore.
Il ruolo dell’avvocato Minna
Il fratello di Paolo Calissano ha descritto la situazione come un “duplice dolore, perché ci fidavamo di lui”. Minna e Calissano si conoscevano da tredici anni, durante i quali l’avvocato ha gestito le finanze dell’attore. Dall’inizio del procedimento, Minna si trova agli arresti domiciliari e sono emerse circa 143 operazioni irregolari effettuate nell’arco di tredici anni. Nell’ultimo periodo della sua vita, Paolo Calissano era in uno stato di fragilità, afflitto da depressione e debiti.
Altre presunte vittime e sequestro di beni
Oltre a Calissano, Minna sarebbe accusato di aver ingannato altre persone, sottraendo denaro in modo “spregiudicato”. Per queste motivazioni, è stato disposto un sequestro di beni per un valore di 800mila euro nei suoi confronti.
Attualità
Perizia sui telefonini di Camilla Sanvoisin: la verità negli ultimi messaggi con il fidanzato riguardo alla sua morte

La Procura della Repubblica di Roma ha avviato una perizia sugli smartphone di Camilla Sanvoisin e del fidanzato Giacomo Celluprica, nella speranza di ottenere informazioni rilevanti sui messaggi scambiati, per ricostruire le ultime ore di vita della giovane, trovata morta nella sua abitazione il mattino di venerdì 13 febbraio. Gli esiti della perizia sono attesi entro un mese, mentre l’indagine prosegue per stabilire le cause della morte, che è attualmente considerata come conseguenza di un altro reato.
Dettagli sulla sera della morte
Il fidanzato di Camilla ha riferito agli inquirenti che entrambi avrebbero assunto eroina la sera prima del tragico evento. Ha raccontato di essersi addormentato dopo aver consumato la sostanza e di essersi svegliato senza rendersi conto che Camilla non respirava più, portandolo a contattare i soccorsi. Nella loro abitazione è stato trovato del metadone.
Testimonianze e sviluppi delle indagini
La proprietaria del consorzio in cui viveva la coppia ha dichiarato che una collaboratrice domestica avrebbe notato che Camilla stava male già nel pomeriggio, prima dell’assunzione della sostanza. Inoltre, grazie ai tabulati telefonici, è stato rintracciato un presunto spacciatore che avrebbe venduto droga al fidanzato, risiedente a Tor Bella Monaca. Le indagini continueranno con gli esami istologici e tossicologici sulla salma di Camilla, per individuare con precisione le cause dell’arresto cardiaco che ha portato alla sua morte.
Senza segni di violenza
I primi accertamenti non hanno rivelato segni di violenza né fori da iniezione. Tra le ipotesi formulate, si sospetta che l’eroina potesse essere stata contaminata con benzodiazepine o fentanyl. Le indagini sono ancora in corso e restano in attesa dei risultati degli esami.
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