Cronaca
Anne Avarie Tierney, la studentessa americana stroncata da un panino al Pigneto

La giovane di 21 anni, iscritta alla Biola University, un ateneo religioso di La Mirada, California, era sbarcata a Roma nel mese di gennaio. La sua presenza nella Città Eterna, che in genere suscita immagini di bellezza e storia, è diventata rapidamente una notizia virale, forse anche per il contrasto tra la sua formazione religiosa e la reputazione di Roma come città del peccato. "Era arrivata a Roma nel mese di gennaio", commenta un testimone, aggiungendo un tocco di mistero al suo arrivo.
La Vita Universitaria
La giovane frequentava la Biola University, un istituto noto per la sua forte impronta cristiana, che potrebbe far alzare qualche sopracciglio considerando le recenti vicende. La sua decisione di venire a studiare in Italia, lontano da casa, solleva domande su quanto il contesto culturale possa influenzare le scelte di vita di una giovane donna.
Roma, Città del Peccato?
Il contrasto tra la sua educazione religiosa e la vita romana è evidente. Roma, con la sua storia di eccessi e piaceri terreni, potrebbe rappresentare per lei una sfida morale. Tuttavia, come spesso accade, la curiosità e il fascino per l’ignoto potrebbero averla spinta qui, portando con sé una ventata di novità che non manca di attirare l’attenzione dei media.
La notizia del suo arrivo, accompagnata dalla foto che la ritrae (vedi immagine), ha catturato l’interesse di molti, diventando un caso di studio su come le giovani generazioni affrontino il cambiamento culturale e religioso, e su come questo possa trasformarsi in un fenomeno virale.
Cronaca
Condannata per stalking a Manuel Bortuzzo, Lulù Selassiè prende un anno e 8 mesi

Dall’iconica stanza rossa e insonorizzata del confessionale della Casa più famosa sul piccolo schermo, alle aule del tribunale di piazzale Clodio. È finita così, con la sentenza di condanna a un anno e otto mesi per stalking – pena sospesa – pronunciata dal gup questa mattina, la storia tra Manuel Bortuzzo, campione di nuoto paralimpico, e Lucrezia Hailé Selassiè, influencer autoproclamata “principessa etiope”.
La nascita della relazione
La relazione tra i due era cominciata tra le pareti della casa del Grande Fratello Vip, durante l’edizione 2021-2022. Una storia non particolarmente lunga, interrotta da Bortuzzo dopo la fine dell’esperienza televisiva. A quel punto, però, il giovane si sarebbe ritrovato catapultato in un vero e proprio inferno, fatto di continui messaggi e minacce. “Se non stai con me ti ammazzo e mi ammazzo”, sarebbe arrivata a dirgli la giovane, che secondo i pm lo avrebbe seguito addirittura all’estero. In unIOCcasione, continua la ricostruzione dell’accusa, mentre si trovavano in Portogallo per i mondiali paralimpici lo avrebbe aggredito con due schiaffi.
La denuncia e le misure cautelari
La relazione era terminata quando Bortuzzo aveva deciso di denunciare la giovane, alla quale era stato imposto il divieto di avvicinamento e l’espiazione di indossare un braccialetto elettronico, misura oggi cancellata. L’atleta all’uscita dall’aula ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Delusione, invece, hanno espresso gli avvocati della difesa, Edoardo Albertario e Niccolò Vecchioni: “Siamo molto delusi dalla sentenza di condanna di oggi. Alla luce dell’ultima udienza c’era stato un sentimento di speranza. E invece oggi il tribunale ha scelto la via più facile: condannarla per un reato che non ha commesso dichiarando la sospensione della pena. Siamo curiosi di leggere le motivazioni, ma possiamo già annunciare che faremo di sicuro appello”.
Commento: Ecco a voi il dramma moderno delle celebrità reality: da amori sotto i riflettori a processi per stalking, dove il confine tra passione e ossessione diventa sfocato come un selfie sfocato. E mentre la giustizia fa il suo corso, ci chiediamo se il prossimo capitolo sarà una stagione di reality sulla redenzione o un sequel legale. Stay tuned!
Cronaca
Clochard mi spinge e insulta in strada, nessuno interviene

Una donna romana, A.C, residente tra l’Esquilino e Monti da quindici anni, è stata vittima di una brutale aggressione da parte di un senzatetto nei pressi del parco di piazza Vittorio Emanuele, nel Rione Esquilino. L’incidente è avvenuto intorno alle 17:30, sotto gli occhi di passanti che, tragicamente, «non sono intervenuti».
L’Aggressione
Secondo il racconto della vittima, l’uomo l’avrebbe insultata e spinta con forza senza alcun motivo apparente. La signora A.C ha spiegato: "Abitando in zona passo spesso dentro il parco, devo dire che ci sono molti soggetti particolari che ormai ho imparato a riconoscere. Anche l’uomo che mi ha aggredito non è nuovo, lo vedo spesso, l’altro giorno però era molto aggressivo. Appena mi ha vista ha iniziato ad insultarmi e poi mi ha praticamente cacciata dal parco, mi diceva di andarmene, di non infastidirlo". Nonostante la distanza, l’uomo non le ha chiesto né soldi né cibo, ma era chiaramente molto arrabbiato. Fortunatamente, non aveva nulla con sé per colpirla, ma il contatto fisico è stato comunque spaventoso: "mi ha comunque messo le mani addosso, mi ha spintonata con forza e ho avuta molta paura, così sono fuggita".
La Reazione dei Passanti
È sconcertante come nessuno dei presenti abbia avuto il coraggio di intervenire in difesa della donna. Questo episodio solleva gravi interrogativi sulla sicurezza nei parchi pubblici e sulla responsabilità civile dei cittadini. La mancanza di reazione è un segnale preoccupante di una società che sembra sempre più indifferente.
Misure di Sicurezza
Per il momento, l’aggressione non è stata denunciata, ma la descrizione dell’aggressore fornita da A.C potrebbe aiutare le autorità: un uomo alto, forse di origini africane e con evidente strabismo. Anche se la vittima suppone che si tratti di un senzatetto, ciò che è evidente è la necessità di aumentare le pattuglie per garantire una maggiore sicurezza nei parchi pubblici della capitale.
Commento: La situazione nei parchi di Roma sembra sempre più fuori controllo. Forse è il caso di chiedersi se l’eccessiva tolleranza verso i senzatetto stia diventando un problema di ordine pubblico.
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