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Edoardo e Martina, 13 e 19 anni: chi sono e cosa fanno i due giovani “alfieri” romani problematici

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Edoardo e Martina, 13 e 19 anni: chi sono e cosa fanno i due giovani “alfieri” romani problematici

Roma, 5 Aprile 2025 – Due giovani romani sono stati insigniti del titolo di Alfieri della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella. Tra i 29 ragazzi premiati, questi due giovani si sono distinti per le loro imprese nel corso del 2024, come confermato dal Quirinale. "Hanno dimostrato eccellenza nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà", ha dichiarato il presidente.

I Due Giovani Romani

I due ragazzi, il cui impegno è stato riconosciuto a livello nazionale, rappresentano il meglio della gioventù italiana. In un’epoca dove spesso si punta il dito contro i giovani per la loro presunta apatia, questi due romani dimostrano che c’è ancora chi si impegna con passione e dedizione.

Il Commento

"Ma guarda un po’, in un paese dove non mancano mai i furbetti, finalmente due che fanno la differenza!", commenta sarcastico un passante, riflettendo l’opinione pubblica che spesso oscilla tra cinismo e speranza.

Il Riconoscimento

Il presidente Mattarella ha voluto sottolineare come questi giovani siano un esempio per tutti, specialmente in un periodo in cui la politica e la società sembrano spesso dimenticare i valori di base. "Sono un esempio per i loro coetanei e per tutta la comunità", ha aggiunto Mattarella, enfatizzando l’importanza del loro gesto.

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Cronaca

Giovane muore in ospedale dopo caduta da monopattino: dimesso e poi deceduto

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Giovane muore in ospedale dopo caduta da monopattino: dimesso e poi deceduto

La Procura di Cassino ha avviato un’inchiesta sulla morte di Charles Balfour, giovane studente universitario di 24 anni, deceduto questa mattina all’ospedale "Santa Scolastica" dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso poche ore prima. La cartella clinica è stata sequestrata e gli investigatori stanno cercando di fare luce su quanto accaduto nelle ore precedenti la sua morte.

Charles, originario del Ghana e residente a Carpi, era arrivato in ospedale nella notte tra giovedì e venerdì con dolori acuti. Dopo una prima tac alla testa, è stato dimesso alle 3 del mattino, ma ha deciso di rimanere all’interno della struttura, steso su una barella nel corridoio. Solo al cambio turno, i medici lo hanno trovato in stato catatonico. Nuovi esami hanno evidenziato una gravissima emorragia interna, probabilmente causata dalla rottura della milza e lesioni renali. Nonostante un intervento d’urgenza, il giovane è deceduto poco dopo l’operazione.

Gli agenti del commissariato di Cassino, intervenuti su richiesta della famiglia, stanno ora indagando per capire se vi siano stati errori nella gestione del caso e perché il giovane non abbia ricevuto ulteriori accertamenti addominali nonostante i sintomi evidenti. La salma è stata posta sotto sequestro e sarà eseguita un’autopsia nei prossimi giorni. L’inchiesta, ancora in fase preliminare, cercherà di fare chiarezza su una tragedia che ha colpito profondamente la comunità di Cassino e il mondo accademico, con amici e compagni di corso che piangono la perdita di un giovane.

Commento: Si spera che questa inchiesta non si trasformi in un’ennesima "farsa all’italiana" dove, come al solito, si cerca di insabbiare tutto sotto il tappeto. La morte del povero Charles merita giustizia, non un copione già visto di inefficienza e superficialità.

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Mark Samson, il viaggio in auto con il cadavere di Ilaria Sula ripreso da tre telecamere

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Mark Samson, il viaggio in auto con il cadavere di Ilaria Sula ripreso da tre telecamere

Due percorsi diversi e più di 100 chilometri percorsi dal femminicida dopo aver caricato il corpo dell’ex sulla macchina di famiglia. La notizia ha scosso l’opinione pubblica, lasciando tutti con un’amara sensazione di impotenza e rabbia.

Il Viaggio Macabro

Il femminicida, con un gesto che sfida ogni logica umana, ha percorso oltre cento chilometri con il corpo senza vita della sua ex compagna caricato nel bagagliaio dell’auto di famiglia. Sembra quasi un film horror, ma purtroppo è la nostra cruda realtà.

La Macchina della Famiglia

L’uso della macchina di famiglia per trasportare il corpo aggiunge un livello di cinismo che lascia senza parole. “Non ci sono parole per descrivere l’orrore di questa situazione”, ha commentato un vicino, ancora sotto shock. Commento: E chi lo biasima? In un’epoca dove la sensibilità sembra essere un optional, fatti del genere ci fanno rimpiangere i tempi in cui la parola rispetto aveva ancora un significato.

La Lunga Notte del Crimine

Dopo aver compiuto l’atto, l’uomo ha intrapreso un viaggio che ha toccato diverse località, forse nel tentativo di depistare le indagini o semplicemente per prolungare l’agonia di un gesto già di per sé mostruoso. La lunghezza del percorso testimonia la freddezza con cui l’assassino ha agito, rendendo il tutto ancora più agghiacciante.

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