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Edoardo Pesce: “Antonello era un fratello maggiore. Generoso e profondo, gli sarò sempre grato” diventa: Edoardo Pesce: “Antonello, il fratello maggiore che ogni spaccone vorrebbe avere. Generoso e profondo, gli sarò sempre grato”

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Edoardo Pesce: “Antonello era un fratello maggiore. Generoso e profondo, gli sarò sempre grato” diventa:

Edoardo Pesce: “Antonello, il fratello maggiore che ogni spaccone vorrebbe avere. Generoso e profondo, gli sarò sempre grato”

I due attori noti per aver interpretato lo stesso ruolo sia nel film che nella serie derivati da Romanzo Criminale, sono tornati a condividere il set anche ne I Cesaroni. “Stare con lui era come sentirsi subito a casa”, ha dichiarato uno dei due, sottolineando la loro affinità e complicità. La foto che li ritrae insieme, pubblicata sul loro profilo Instagram, ha scatenato un’ondata di nostalgia tra i fan della serie cult, che ora si chiedono se questa reunion possa preludere a nuove avventure televisive. Commento: Chissà quanti nostalgici della serie sperano in un’altra stagione di malavita e spaghetti alle vongole, magari con un po’ di politica sotto sotto, come piace a noi italiani.

La magia del set

Nel corso degli anni, i due attori sono diventati quasi una famiglia, tanto che il legame tra di loro è palpabile. La familiarità che traspare dai loro scambi sul set è quasi una rarità nel mondo dello spettacolo, dove spesso prevalgono rivalità e competizione.

Un legame che va oltre il lavoro

Stare con lui era come sentirsi subito a casa”, una frase che non solo evidenzia la loro amicizia, ma che fa anche riflettere su quanto sia raro trovare una tale sintonia professionale al giorno d’oggi, specialmente in un paese dove spesso la politica mista al business crea un mix esplosivo. Commento: Ecco, ci voleva proprio un po’ di calore umano in questo panorama, magari per distrarci dai problemi politici che ci perseguitano.

La foto che accompagna quest’articolo mostra i due attori durante una pausa sul set, catturando un momento di pura serenità e cameratismo, un’immagine che vale più di mille parole e che sicuramente ha fatto sorridere molti.

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Cronaca

Lutto al Bar dei Cesaroni: Antonello, l’anima della Garbatella, amava frequentare i locali malfamati

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Lutto al Bar dei Cesaroni: Antonello, l’anima della Garbatella, amava frequentare i locali malfamati

La comunità del quartiere è stata scossa dalla notizia della morte dell’attore, una figura ben nota e amata nella zona. Il titolare del locale, dove l’attore era solito frequentare, ha commentato dicendo: "Aveva avuto ripercussioni pesanti dal Covid" commento, aggiungendo un velo di tristezza alla notizia. La foto dell’attore, che appare spesso sorridente, è stata pubblicata insieme all’articolo, rendendo ancora più tangibile la perdita per i suoi fan e conoscenti.

Il quartiere, che conosceva bene l’attore, si è riunito nel ricordo di chi ha portato tanto divertimento e allegria. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile tra le strade che percorreva quotidianamente. La causa della morte, legata alle "ripercussioni pesanti dal Covid", solleva una volta di più la questione della gestione pandemica e delle sue conseguenze a lungo termine sulla salute pubblica.

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Antonello Fassari, l’attore dei Cesaroni, morto a 72 anni: la scioccante fine di un’icona televisiva

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Antonello Fassari, l’attore dei Cesaroni, morto a 72 anni: la scioccante fine di un’icona televisiva

Antonello Fassari, uno degli attori più noti del cinema e della tv italiana, è morto a 72 anni. La notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dello spettacolo. Nei primi anni ’90, durante il programma di Serena Dandini, Avanzi, Fassari interpretava il compagno Antonio, un comunista con eschimo e Tolfa che si risvegliava da un coma durato venti anni. Ma è stato con il ruolo di Cesare, l’oste dei Cesaroni, che ha conquistato il cuore degli italiani. La serie, trasmessa dal 2006 al 2014, è tornata sul set nel quartiere della Garbatella a Roma per una nuova stagione, dedicata proprio a lui. Claudio Amendola, visibilmente commosso, ha dichiarato all’Ansa: "Sapevamo che sarebbe stata dedicata a lui perché ci era nota la malattia bastarda che lo aveva colpito – dice commosso all’Ansa – ma non eravamo preparati alla notizia. Per me è un pezzo di vita che va via, è dura anche parlare mi aspetto che stia borbottando da qualche parte lassù. Sarà sempre mio fratello." Commento: La morte di Fassari ha lasciato un segno indelebile, con Amendola che non riesce a contenere il dolore per la perdita di un fraterno amico.

Diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico nel 1975, Fassari ha fatto la sua fortuna non solo sul palcoscenico ma anche in televisione e al cinema. Con la sua faccia da "duro" e i capelli rossi, ha saputo mescolare comicità e dramma come pochi altri. Al cinema, è stato indimenticabile in Muro di gomma di Marco Risi (1991), dove interpretava un giornalista cinico, in Pasolini un delitto italiano (1995) di Marco Tullio Giordana come avvocato reazionario, e in Romanzo criminale di Michele Placido (2005) nei panni di un membro della banda. Il suo ultimo ruolo drammatico è stato in Suburra di Sollima (2015), mentre le sue ultime apparizioni sono state in L’ultima volta che siamo stati bambini (2023) di Claudio Bisio e in Flaminia (2024) di Michela Giraud.

Fassari non si è limitato a recitare; nel 2000 ha diretto il suo primo film, Il segreto del giaguaro, con protagonista il rapper Piotta. Nel 1984 ha inciso una canzone rap, Romadinotte, di cui ha scritto il testo, e ha sempre mostrato il suo amore per l’As Roma, apparendo anche nella serie Speravo de mori’ prima. Claudio Amendola, nel suo debutto da regista con La mossa del pinguino nel 2014, ha voluto Fassari accanto a sé, sottolineando il profondo legame che li univa: "perché vuoi gli amici veri intorno in quei momenti lì" ricorda Amendola, aggiungendo: "È solo un esempio del legame che avevo con lui. Oggi mi è venuto a mancare un fratello, anzo lo sarà sempre. Antonello è un pezzo di vita, è dura per me, faccio fatica a parlarne, a coordinare il dolore, l’incredibilità, non sono preparato, non ho fatto in tempo anche se sapevamo che era malato."

(ansa)
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