Cronaca
La notte dei Licei classici al “Benedetto da Norcia” di Centocelle

Domani 4 aprile, il Benedetto da Norcia di Centocelle parteciperà all’XI edizione della Notte Nazionale dei Licei Classici, che si svolgerà presso la propria sede di via Saracinesco dalle 10 alle 23. Questa manifestazione si propone di promuovere la cultura greca e latina, un vero e proprio “patrimonio” dei licei classici.
Mostra fotografica sulla Liberazione di Roma
A partire dalle 10, sarà inaugurata una mostra fotografica dedicata alla Liberazione di Roma, con circa 100 scatti provenienti dagli Archivi delle Forze Alleate che “festeggiano” l’ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia. Il tema scelto è “Dall’alba al tramonto” 4 giugno 1944, incentrato sulla liberazione di Roma lungo la via Casilina. Francesco Sirleto, Presidente di APS Partenope, ha spiegato: «La mostra fotografica racconta come hanno vissuto quei giorni Roma e i romani, in alcune “zone” della Capitale come, via Casilina, Torre Gaia, Centocelle e Acqua Bullicante al fianco degli Alleati».
Gli eventi della Notte Nazionale del Liceo Classico
L’evento sarà guidato dalla professoressa Elena Antinozzi, e parteciperanno anche il presidente del V municipio Mauro Caliste, Francesco Sirleto ed Eva Muci, ex alunna del Liceo e ricercatrice di storia contemporanea, che presenterà il suo saggio “Le donne nella resistenza dell’VIII Zona”. Inoltre, come tradizione, il Liceo Benedetto da Norcia celebrerà la Notte Nazionale del Liceo Classico con performance degli studenti che inizieranno alle 18.
Performance e attività tematiche
Durante la serata, gli studenti offriranno una varietà di performance legate ai loro studi, incluse riscritture di brani di musica pop in greco e latino. Le professoresse Gianna D’Alessio, Valentina Zanusso ed Elena Antinozzi hanno affermato: «Sarà un’esperienza che ricorderete per sempre». Il programma includerà anche una lezione sulle epigrafi di naufraghi tenuta dagli alunni insieme al professor Emanuele Lelli. Gli eventi si snoderanno attorno al tema “Mediterraneo/Mediterranei: mare in mezzo alle terre, terre in mezzo al mare”, promettendo una serata ricca di eventi storici, foto, scritti e racconti da non perdere.
Cronaca
Julia, l’assistente virtuale con 53mila richieste tra eventi e pronto soccorso

Dopo i primi 20 giorni di attività, la chat del Campidoglio sta facendo registrare risultati positivi. I dati mostrano che i commenti negativi rappresentano meno dell’1% del totale.
Cronaca
Rinascita e identità nel mondo del teatro

Giulio Corso interpreta Starbuck nel dramma “Moby Dick”, in scena al Teatro Quirino fino al 13 aprile. Diretto da Guglielmo Ferro e con Moni Ovadia nel ruolo di Achab, lo spettacolo trae il suo adattamento da Micaela Miano e narra la storia a bordo del Pequod, vascello dove si consuma la tragedia dei personaggi interpretati da Tommaso Cardarelli, Nicolò Giacalone, Pap Yeri Samb, Filippo Rusconi, Moreno Pio Mondì, Giuliano Bruzzese e Marco Delle Fratte. L’opera si distingue per un racconto ricco di tempeste, riti e una profonda esplorazione del conflitto umano tra Achab e Starbuck. Le musiche sono di Massimiliano Pace e le scenografie di Fabiana Di Marco, mentre la tournée proseguirà nelle città di Reggio Calabria, Ferrara e Brescia.
Difficoltà nell’interpretare Starbuck
Corso spiega le sfide associate alla sua interpretazione: «Quando si recitano personaggi così grandi, figli della penna di autori fondamentali come Hermann Melville, ci sono un godimento, una gioia nell’atto creativo compiuto dall’attore, che superano qualsiasi difficoltà di natura interpretativa».
Riflessioni sul personaggio di Pip
Riguardo alla sua lettura del romanzo, ha affermato: «Ho riletto “Moby Dick” dopo aver accettato di prendere parte allo spettacolo… Tuttavia il personaggio di Pip è quello che mi ha commosso di più durante la lettura del romanzo. Questo ragazzino, con un segreto, un passato doloroso… Pip rappresenta tutti gli emarginati, gli esclusi, i diversi, i pazzi, i giusti».
Momenti significativi nello spettacolo
Tra i momenti chiave del racconto, Corso evidenzia l’episodio in cui il capitano Gardner cerca aiuto per ritrovare il figlio disperso: «Qui è la prima grande frattura tra Achab e Starbuck. In questa scena, nel corso del nostro spettacolo, mi chiedo sempre: “cosa fare adesso? Seguire la ragione del mio cuore o adempiere ciecamente ai miei doveri?”».
Teatro, cinema o TV?
Infine, interrogato sulle sue preferenze artistiche, Corso dichiara: «Sceglierò sempre il teatro, il posto dove potrò sentirmi sempre a casa… Il teatro è il posto in cui sono nato e quello in cui voglio rinascere».
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