Cronaca
La Soprintendenza vuole smontare la statua del Gigante, ma Capena si oppone: attira turisti e prostitute

La scultura, alta nove metri, è stata realizzata dall’ungherese Hervé Loranth Ervin in collaborazione con artisti locali nel cuore del borgo antico in provincia di Roma, lasciando tutti di stucco. “È una fusione di culture, un’opera che parla di dialogo e di unione”, ha dichiarato l’artista, quasi a voler sfidare chiunque a trovarci qualcosa di politically correct.
L’opera d’arte
La monumentalità della scultura, posta in un luogo tanto storico quanto caratteristico, attira l’attenzione di turisti e abitanti del posto. La collaborazione tra Ervin e gli artisti locali ha creato un’opera che, secondo alcuni, è un pugno in un occhio in termini di stile, ma innegabilmente affascinante.
Reazioni della comunità
Le reazioni della comunità sono state, come prevedibile, miste. Alcuni applaudono l’audacia del progetto, altri si chiedono se questo non sia un esempio lampante di come l’arte contemporanea possa a volte sconfinare nell’eccesso. “Non so se mi piace, ma di sicuro non si può ignorare”, ha commentato un residente, riassumendo perfettamente lo spirito del dibattito locale.
La scultura, con la sua imponenza e il suo messaggio di unione culturale, continua a generare discussioni, dimostrando ancora una volta come l’arte sia capace di scuotere le coscienze e, a volte, di far alzare qualche sopracciglio.
Cronaca
Andrea Di Nino morto in cella: inchiesta per omicidio, testimone accusa tre agenti

Il detenuto romano di 36 anni, scomparso tragicamente, è stato trovato senza vita all’interno della cella del carcere di Mammagialla a Viterbo. La famiglia, sconvolta dal dolore, ha deciso di alzare la voce e riaprire il caso, sostenendo con fermezza che “Non è stato un suicidio”. Questa dichiarazione, carica di dubbi e rabbia, ha sollevato un polverone mediatico, mettendo sotto la lente d’ingrandimento le condizioni e la gestione del carcere.
La Famiglia Alza la Voce
La denuncia della famiglia non è passata inosservata, anzi, ha acceso un dibattito infuocato sulla sicurezza e la sorveglianza all’interno delle carceri italiane. Il sospetto di un possibile insabbiamento o di negligenza da parte delle autorità penitenziarie è diventato un tema scottante, specialmente in un periodo dove la fiducia nelle istituzioni è già ai minimi storici.
Dubbi e Indagini
Le autorità hanno ora l’arduo compito di indagare a fondo, cercando di dissipare i dubbi sollevati dalla famiglia del detenuto. La pressione pubblica cresce, e la richiesta di trasparenza è sempre più alta. La frase “Non è stato un suicidio” continua a rimbalzare sui social e nei corridoi della politica, alimentando teorie complottiste e richieste di giustizia che vanno oltre il semplice caso di cronaca.
Cronaca
Maria Fano, la ex moglie tradita di Antonello Fassari

L’attore romano Antonello Fassari, noto al grande pubblico per i suoi ruoli in programmi tv cult come Avanzi degli anni ’90 e nella serie amata I Cesaroni dove interpretava l’oste Cesare, è scomparso all’età di 72 anni. Fassari aveva avuto una lunga unione con la moglie Maria Fano, durata 23 anni e terminata nel 2005, dalla quale è nata la figlia Flaminia. Dopo un periodo di depressione, come lui stesso aveva confessato in un’intervista, l’attore aveva trovato un nuovo amore in Lorella. La sua vita privata è sempre stata avvolta nel riserbo, entrata nel cuore del pubblico.
L’infanzia e la carriera
Fassari era nato a Roma il 4 ottobre del 1952. Il padre, Osvaldo Fassari, era un avvocato penalista e la madre si chiamava Adriana Gambardella. Nel 1982 aveva sposato Maria Fano, e sette anni dopo è nata la loro unica figlia, Flaminia.
La vita familiare
“Il mio lavoro non è mai piaciuto a mia figlia, non le piace l’ambiente, non lisphere l’iciato una cosa seria, e questo mi dispiace un po’. Tuttavia, mi ha fatto i complimenti per Romanzo criminale” aveva raccontato l’attore. Invece, sul suo profilo Instagram, qualche anno fa, non aveva mancato di postare fiero il video di un buffet spiegando “queste bontà le realizza mia figlia Flaminia!”.
La fine del matrimonio con Maria Fano, arrivata dopo 23 anni di unione nel 2005, aveva provato Fassari, che aveva confessato: “Vivo un momento di passaggio che va avanti da quattro anni, da quando è finita l’unione ventennale con mia moglie. È un po’ come se fossi in barca. Ma non ho ancora un approdo. Non siamo ancora separati, ma non sono pentito della separazione, sono dispiaciuto”.
Superata la crisi, e smentito un flirt con Rita dalla Chiesa – “di tanto in tanto qualche fotografo mi becca per strada con una mia amica, mi ferma e mi dice: ‘Dai Antonello, famme guadagnà sta giornata, abbracciatevi un po’ e più o meno ho capito che con Rita Dalla Chiesa è andata così” – Fassari aveva trovato una nuova compagna, Lorella, un’unione anch’essa molto riservata, a parte qualche scatto sui social e un tenero “Buon compleanno, amore mio”.
Commento: La vita di Antonello Fassari, tra successi televisivi e amori riservati, è stata un mix di pubblico e privato che ha saputo affascinare e commuovere i suoi fan. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel mondo dello spettacolo italiano.
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