Cronaca
Madre e figlia immobilizzate e rapinate in casa: caos a Casal Bruciato

Due donne, madre e figlia, hanno vissuto minuti di puro terrore durante una rapina in casa avvenuta venerdì sera alle 22:40 del 4 aprile in un condominio residenziale di via Facchinetti, nel quartiere di Casal Bruciato. Due ladri, con il volto coperto da passamontagna, sono entrati dalla finestra del primo piano, convinti di trovare l’appartamento vuoto.
L’inaspettato incontro
Una volta dentro, i malviventi hanno scoperto una donna nella stanza da letto. Senza esitazione, l’hanno strattonata e immobilizzata. Mentre uno dei ladri cercava argenteria e oggetti di valore, la situazione è degenerata ulteriormente: la figlia è entrata in casa e anche lei è stata immobilizzata e strattonata contro il muro.
Il bottino e la fuga
I ladri, con efficienza criminale, hanno trovato bracciali d’oro per un valore di 1200 euro e sono fuggiti velocemente. Le vittime, una volta libere, hanno chiamato i soccorsi. Gli agenti del commissariato Sant’Ippolito sono intervenuti immediatamente. Le donne hanno raccontato di essere state minacciate con un grosso cacciavite, usato per tenerle ferme. Gli investigatori stanno ora indagando su questo particolare e sulla dinamica della rapina, cercando di catturare i responsabili. Commento: Ecco cosa succede quando la sicurezza diventa un optional nei quartieri residenziali.
Cronaca
Angina pectoris, la malattia che ha colpito Antonello Fassari

L’attore Antonello Fassari, noto per i suoi ruoli nei Cesaroni e in Romanzo criminale, ha lottato a lungo contro seri problemi di salute, tra cui l’angina pectoris, un dolore toracico causato dalla scarsa ossigenazione del cuore. Fassari non aveva mai nascosto di aver sofferto anche di ansia e depressione, raccontando la sua esperienza lo scorso anno nel salotto televisivo di “La volta buona”.
La lotta contro l’angina pectoris
“Mi sentivo divorato dentro”. Tra mente e cuore, Antonello Fassari lottava da tempo contro seri problemi di salute: soffriva di angina pectoris, un dolore toracico legato alla scarsa ossigenazione del cuore. L’attore non aveva mai nascosto di aver subito anche un lungo periodo di ansia e depressione. A raccontarlo fu proprio lui lo scorso anno, ospite del salotto televisivo di “La volta buona”.
In quell ocasión aveva raccontato il dolore per la fine di un matrimonio durato 20 anni e il senso di vuoto e smarrimento che aveva accompagnato quel distacco. Poi il discorso era virato sui problemi fisici. L’angina pectoris, appunto. “Stavo male, non riuscivo a fare le cose di tutti i giorni – aveva raccontato – sentivo come una carpa dentro, qualcosa che mi mordeva. Ero divorato dalle ansie. Però fortunatamente le cure mediche e le attenzioni di persone preparate mi hanno salvato la vita”.
Cos’è l’angina pectoris
L’angina pectoris è un dolore al petto causato da un’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco. Si manifesta quando il cuore riceve meno sangue del necessario, spesso a causa di un restringimento delle arterie coronarie. Il sintomo più comune è una sensazione di oppressione o bruciore al torace, che può irradiarsi a spalle, braccia, collo o mandibola. L’angina può essere stabile (scatenata da sforzi o stress) o instabile, più pericolosa, anche a riposo. È un campanello d’allarme da non ignorare. E Fassari non lo aveva ignorato.
Sul set nonostante i malanni
Nonostante tutto, Fassari non si era mai ritirato del tutto dalle scene. Negli ultimi anni aveva preso parte a diversi progetti, dividendosi tra cinema e televisione, sempre con quella cifra ironica e malinconica che lo aveva reso celebre con ruoli come quello nei Cesaroni. Indimenticabile anche il ruolo nel film Romanzo criminale.
Commento: Ecco un uomo che, nonostante il cuore che gli faceva le bizze e una vita sentimentale che sembrava un film di Tarantino, non ha mai smesso di farci ridere e commuovere. Chapeau, Antonello!
Cronaca
Il Campidoglio celebra la cultura rom e sinti: valanga di commenti razzisti sui canali social del Comune

Decine di messaggi di odio hanno invaso il post che annunciava l’iniziativa del Comune, trasformandolo in un campo di battaglia virtuale. Tra questi, un utente ha scritto senza alcun pudore: “Dividiamoci i compiti, io porto la benzina”. I media manager del Comune si sono trovati costretti a fare gli straordinari, cancellando decine di auguri di morte destinati "agli zingari". Commento: sembra che l’anonimato dei social abbia dato alla testa a più di qualcuno.
Funari, con una determinazione che farebbe invidia a un politico navigato, ha dichiarato: “Ancora più convinti della necessità di ricordare questa giornata”. Commento: chissà se queste parole hanno fatto riflettere almeno uno degli haters di turno.
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