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Cronaca

Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano felici” diventa: Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano una coppia perfetta”

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Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano felici” diventa:

Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano una coppia perfetta”

Nella periferia di Roma, un giovane di 18 anni di nome Alon ha condiviso con noi il suo dolore per la perdita di una figura importante nella sua vita. Alon ha raccontato: "Suo padre è il mio padrino di battesimo. Per me era un esempio e ora mi sembra di aver perso un fratello". La notizia ha rapidamente fatto il giro dei social, suscitando una marea di reazioni tra i giovani della capitale, molti dei quali si sono sentiti toccati dalla sincerità e dal dolore del ragazzo.

Il legame tra Alon e la vittima

Il legame tra Alon e la vittima era profondo, non solo per il ruolo del padre della vittima come padrino di battesimo, ma anche per l’influenza positiva che quest’ultimo aveva avuto sulla vita del giovane. Alon ha descritto la perdita come quella di un fratello, un sentimento che molti trovano difficile da comprendere senza aver vissuto un legame simile.

La reazione della comunità

La comunità locale ha reagito con un misto di tristezza e rabbia, con molti che si chiedono come sia possibile che tali tragedie continuino a verificarsi. La storia di Alon ha messo in luce non solo il dolore personale, ma anche le dinamiche sociali e familiari che spesso rimangono nascoste dietro le statistiche fredde dei notiziari.

Commento: La storia di Alon ci ricorda quanto siano fragili i legami umani e quanto la perdita di una figura di riferimento possa scuotere un’intera comunità. E mentre ci interroghiamo sulla sicurezza nelle nostre città, non possiamo fare a meno di notare come queste tragedie sembrino colpire sempre più spesso i giovani, lasciandoci a riflettere su cosa stiamo facendo di sbagliato come società.

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Cronaca

Esami a domicilio in nero durante l’orario di lavoro: operatore sanitario arrestato per frode al sistema sanitario

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Esami a domicilio in nero durante l’orario di lavoro: operatore sanitario arrestato per frode al sistema sanitario

La notizia che sta facendo il giro del web riguarda un uomo che, per oltre due decenni, ha lavorato presso il nosocomio di Anzio. Questo individuo, evidentemente non contento del suo stipendio da dipendente pubblico, si è dato alla carriera parallela di “fai-da-te medico”. Eh sì, perché non solo faceva prelievi del sangue, ma li analizzava anche con materiali rubati direttamente dal suo posto di lavoro. Ma non è tutto, cari lettori, perché i carabinieri, durante una perquisizione a casa sua, hanno trovato quasi 70 chili di presidi sanitari e medicine. Evidentemente, il nostro "Robin Hood" della sanità pensava di avere una farmacia in salotto.

Il furto dei materiali

L’uomo, con una disinvoltura che farebbe rabbrividire qualsiasi amministratore pubblico, ha accumulato un vero e proprio arsenale di materiali sanitari. “ quasi 70 chili di presidi sanitari e medicine”, questo è il bottino che i carabinieri hanno rinvenuto nella sua abitazione. Uno scandalo che fa riflettere su quanto possa essere facile sottrarre risorse vitali dal sistema sanitario, soprattutto quando chi dovrebbe proteggere diventa il ladro.

La reazione pubblica

La notizia ha scatenato un’ondata di commenti sui social, con molti cittadini che si chiedono come sia possibile che nessuno si sia accorto di questi furti per così tanto tempo. “Lavorava da quasi vent’anni”, eppure nessuno ha mai notato la sparizione di materiali? Questa vicenda, oltre a sollevare dubbi sulla gestione interna degli ospedali, offre uno spaccato su come, talvolta, la corruzione e l’abuso di potere possano insinuarsi nei luoghi dove meno ce lo aspetteremmo.

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L’ultimo saluto a Suor Paola, Lotito: «Immensa dedizione e sorriso disarmante». Manzini: «Laziale sfegatata»

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L’ultimo saluto a Suor Paola, Lotito: «Immensa dedizione e sorriso disarmante». Manzini: «Laziale sfegatata»

Nella Chiesa della Gran Madre di Dio si sono svolte oggi le esequie di Suor Paola, religiosa amata e rispettata, scomparsa martedì sera all’età di 77 anni dopo una dura lotta contro un male incurabile. La cerimonia, iniziata alle 10.30, ha visto la presenza di centinaia di persone commosse ma anche sorridenti, accorse per dare l’ultimo saluto a questa donna che ha dedicato la vita agli altri. Dopo una breve sosta davanti alla Curva Nord dello stadio Olimpico, il feretro è stato accolto nella Parrocchia di Ponte Milvio, dove uno striscione dei nipoti recitava “Ciao nonna”.

La presenza delle celebrità

Tra i presenti, una schiera di VIP del mondo della politica, dello sport e dello spettacolo: Paolo Bonolis e l’ex moglie Sonia Bruganelli, l’attore Antonio Giuliani, Massimo Maestrelli, il leggendario team manager della Lazio Maurizio Manzini, l’ex capitano Stefan Radu, legatissimo a Suor Paola. Non sono mancati l’ex Movimento 5 Stelle e tifoso biancoceleste Alessandro Di Battista, l’attuale sindaco di Verona Damiano Tommasi, e una squadra di ex calciatori della Lazio, da Stefano Fiore a Fernando Orsi, fino a Guglielmo Stendardo.

Il dolore del presidente Claudio Lotito

Per la Lazio, oltre alla Presidente della Fondazione S.S. Lazio 1900 Cristina Mezzaroma, una delegazione del settore giovanile, la Marketing Communication Manager Laura Zaccheo e l’ex responsabile della comunicazione Roberto Rao. Alla fine della funzione, la Chiesa si è unita in un lungo e commosso applauso, che è continuato fino alla partenza del carro funebre, decorato con quasi un centinaio di palloncini bianchi e celesti, i colori della Lazio, la passione più grande di questa suora dal volto noto. Oltre ai familiari, erano presenti decine di tifosi biancocelesti, venuti per rendere omaggio a Rita D’Auria, il vero nome di Suor Paola.

LE PAROLE DEI PRESENTI – All’uscita alcuni dei presenti hanno voluto condividere i loro ricordi. Nando Orsi, oggi commentatore calcistico, ha dichiarato: «Ha sempre aiutato chi aveva più bisogno, io avevo contatti diretti con lei, era una persona molto trasversale, le volevo un bene enorme e ci sentivamo spesso. La sua sarà una grave mancanza, soprattutto per le persone che quotidianamente ricevevano il suo aiuto. Era per moltissimi un riferimento importante».

Il Presidente Claudio Lotito è apparso letteralmente distrutto: «Paola si è dedicata agli altri trascurando anche la sua salute, ha messo in piedi una forma di sussistenza e apporto per le persone meno fortunate che hanno avuto disavventure o che provengono da altri Paesi, supportandole in tutti i modi e ospitandole nella So.Spe., la sua casa famiglia, che è un punto di riferimento per le persone in grande difficoltà. Ha sempre agito col cuore, con passione, con immensa dedizione e quel sorriso disarmante, il suo marchio di fabbrica».

Maurizio Manzini ha aggiunto un tocco di ottimismo: «Una grande religiosa, una grande donna. Penso che adesso probabilmente sta ricevendo il regalo che merita, perché sicuramente il Signore le avrà riservato un angolo confortevole nel suo regno. Era una laziale enorme. Per un voto da sciogliere, una volta fece persino un tuffo nel Fontanone del Gianicolo. Lei era una forza della natura e non arretrava di fronte a nulla».

Sulle scalinate della Chiesa, anche l’ex falconiere del club, Juan Bernabé, assieme all’aquila Olympia ha voluto dire la sua: «Suor Paola è una persona da ricordare eternamente, ha dedicato la vita agli altri. Laziale sfegatata, io ho avuto l’onore di vivere qualche momento della mia vita assieme a lei a bordo campo. L’aquila la emozionava, la chiamava “Olimpietta”, le faceva dei grandi smiles. Non le piaceva essere al centro dell’attenzione, preferiva che i protagonisti fossero gli altri, i più bisognosi, i bambini», ha dichiarato l’aquilifero ai microfoni di Sportmediaset.

Alle 11.30, la folla ha iniziato a disperdersi, lasciando un’atmosfera di rispetto e gratitudine per una donna che, con la sua vita dedicata al prossimo, resterà un esempio per tutti.

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