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Prima del funerale, l’ultimo saluto sotto la Curva Nord: un addio tra tifosi e ultras

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Prima del funerale, l’ultimo saluto sotto la Curva Nord: un addio tra tifosi e ultras

Nella mattinata odierna si è svolto l’ultimo saluto a Suor Paola, all’anagrafe Rita D’Auria, scomparsa a Roma in Via dei Monti della Farnesina martedì sera all’età di 77 anni. Le esequie si sono tenute a Ponte Milvio, presso la Chiesa della Gran Madre di Dio. Tuttavia, come aveva ricordato a molti ieri alla camera ardente il nipote Gionatan, l’ultimo desiderio della zia sarebbe stata la celebrazione del funerale all’interno dello Stadio Olimpico. Un’idea risalente a qualche anno fa, persino provocatoria, ma che dice molto della fede calcistica della religiosa, appassionata ai colori biancocelesti sin dai primi anni Settanta.

Il Corteo

Il carro funebre, memore della richiesta della defunta, ha dovuto fare tappa obbligata sotto all’impianto capitolino che ospita le partite di calcio dell’amata Lazio. Infatti, una delle ultime esplicite volontà di Suor Paola era di fermarsi a ridosso della Curva Nord, casa del tifo più acceso della sua squadra del cuore. Così, alle dieci del mattino, la macchina ha costeggiato lo stadio dei Marmi “Pietro Mennea”, per fermarsi esattamente di fronte ai cancelli da dove i tifosi della Lazio entrano in massa ogni weekend per riversarsi a sostenere l’undici biancoceleste. Oltre all’amico di sempre Guido De Angelis e ai familiari, erano presenti circa cento tifosi per un momento che per Suor Paola rappresentava una laica sacralità.

Davanti al feretro, alcuni esponenti della tifoseria hanno acceso fumogeni bianchi e blu, con una lunga standing ovation ad accompagnare il gesto simbolico. Se centinaia di persone attendevano in Chiesa, Suor Paola li ha fatti aspettare: prima del funerale è stata la religiosa a voler portare un ultimo saluto allo stadio sui cui seggiolini ha commentato per la trasmissione RAI “Quelli che il calcio” innumerevoli partite della sua Lazio. Qualche minuto assolutamente sui generis per una sosta malinconica ma sentita come doverosa da una donna che mancherà tanto all’intera tifoseria laziale.

Commento: E chi l’avrebbe mai detto che una suora avrebbe voluto il suo funerale allo stadio? Suor Paola, una vera tifosa della Lazio fino all’ultimo respiro, ha dato un nuovo significato al termine "fede"!

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Cronaca

Morti per allergie alimentari: dagli gnocchi al dolcetto, a Roma tre casi in pochi mesi rivelano una crisi sanitaria

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Morti per allergie alimentari: dagli gnocchi al dolcetto, a Roma tre casi in pochi mesi rivelano una crisi sanitaria

In un incidente che ha scosso la comunità locale, Anne Avarie Tierney è l’ultima vittima di una serie di tragedie che hanno colpito la nostra città. Dopo la morte della giovanissima turista inglese e della piccola Martina Fumiatti, avvenute tra ottobre e dicembre, la notizia della scomparsa di Anne ha suscitato un’ondata di reazioni sui social media. La foto della giovane, allegata all’articolo, mostra un volto sorridente, in netto contrasto con la drammaticità della notizia.

La serie di tragedie

La morte di Anne Avarie Tierney si aggiunge a un elenco già pesante di giovani vite spezzate. La giovanissima turista inglese e Martina Fumiatti sono state le precedenti vittime di questo periodo nero per la nostra città. Ogni caso ha sollevato domande sulla sicurezza e sulla prevenzione di tali incidenti.

Reazioni sui social

Sui social media, le reazioni sono state immediate e accese, con molti utenti che si chiedono se le autorità stiano facendo abbastanza per prevenire questi tragici eventi. "Ma possibile che nessuno faccia nulla?" si legge in uno dei tanti commenti infuocati. La frustrazione è palpabile, con alcuni utenti che accusano le istituzioni di incompetenza e negligenza.

La vicenda di Anne Avarie Tierney, con la sua eco di dolore, continua a dominare le conversazioni online, mentre la città cerca risposte e giustizia per queste giovani vite perdute.

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Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano felici” diventa: Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano una coppia perfetta”

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Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano felici” diventa:

Mark Samson, parla il cugino del killer di Ilaria Sula: “Un mese fa erano insieme, sembravano una coppia perfetta”

Nella periferia di Roma, un giovane di 18 anni di nome Alon ha condiviso con noi il suo dolore per la perdita di una figura importante nella sua vita. Alon ha raccontato: "Suo padre è il mio padrino di battesimo. Per me era un esempio e ora mi sembra di aver perso un fratello". La notizia ha rapidamente fatto il giro dei social, suscitando una marea di reazioni tra i giovani della capitale, molti dei quali si sono sentiti toccati dalla sincerità e dal dolore del ragazzo.

Il legame tra Alon e la vittima

Il legame tra Alon e la vittima era profondo, non solo per il ruolo del padre della vittima come padrino di battesimo, ma anche per l’influenza positiva che quest’ultimo aveva avuto sulla vita del giovane. Alon ha descritto la perdita come quella di un fratello, un sentimento che molti trovano difficile da comprendere senza aver vissuto un legame simile.

La reazione della comunità

La comunità locale ha reagito con un misto di tristezza e rabbia, con molti che si chiedono come sia possibile che tali tragedie continuino a verificarsi. La storia di Alon ha messo in luce non solo il dolore personale, ma anche le dinamiche sociali e familiari che spesso rimangono nascoste dietro le statistiche fredde dei notiziari.

Commento: La storia di Alon ci ricorda quanto siano fragili i legami umani e quanto la perdita di una figura di riferimento possa scuotere un’intera comunità. E mentre ci interroghiamo sulla sicurezza nelle nostre città, non possiamo fare a meno di notare come queste tragedie sembrino colpire sempre più spesso i giovani, lasciandoci a riflettere su cosa stiamo facendo di sbagliato come società.

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