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Stabilimento Precedentemente Frequentato dai VIP

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Stabilimento Precedentemente Frequentato dai VIP

Incendio allo Stabilimento La Casetta di Ostia: una struttura storica

Un incendio si è sviluppato all’interno dello storico stabilimento La Casetta di Ostia. Negli anni passati, questo luogo è stato un rinomato punto di ritrovo per il jet-set.

Il fuoco ha preso vita all’interno del noto stabilimento balneare La Casetta di Ostia. Da quanto è stato possibile apprendere, le fiamme hanno interessato alcune cabine del locale ormai abbandonato da tempo, situato lungo il lungomare Amerigo Vespucci. Parte della struttura è stata completamente devastata e una nuvola di fumo nero si è sollevata dal luogo dell’incendio. Al momento, le cause dell’incendio sono sconosciute.

La Casetta: da meta VIP a struttura abbandonata

Molti anni fa, La Casetta era una delle più popolari località balneari di Ostia, frequentata dai vip per trascorrere piacevoli giornate sulla spiaggia del litorale romano. Tra i clienti regolari, per citarne alcuni, c’erano politici come Giulio Andreotti e Ugo La Malfa e la presentatrice Alessia Marcuzzi.

Lo stabilimento La Casetta è stato chiuso e abbandonato diversi anni fa. I problemi giudiziari sono iniziati negli anni ’90, con una chiusura forzata per un presunto abuso edilizio. Da allora, lo stabilimento è stato completamente abbandonato: i sigilli sono stati infranti più volte dai vandali e l’erosione del litorale ha causato gravi danni alle strutture del locale.

Il declino di La Casetta

Nonostante l’assoluzione per il presunto abuso edilizio, alla scadenza della concessione, il Comune di Roma ha deciso di mettere all’asta La Casetta, ponendo fine alle speranze di un ritorno alla vita del famoso stabilimento balneare. Da allora, lo stabilimento è rimasto totalmente abbandonato e le strutture rimaste sono degenerate.



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Roma: blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina, chiuse due tavole calde

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Roma: blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina, chiuse due tavole calde

Access Denied: A Roma chiusura di due tavole calde dopo l’invasione di blatte e topi. Blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina hanno scatenato l’intervento delle autorità. #Roma #Sanità #Cronaca

A Roma, due tavole calde sono state costrette alla chiusura a seguito di un’invasione di blatte e topi. Le condizioni igieniche erano talmente precarie che le autorità non hanno avuto altra scelta se non quella di intervenire immediatamente. La scoperta di blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina ha suscitato un’ondata di indignazione tra i cittadini.

Situazione Igienica Allarmante

Le ispezioni hanno rivelato una situazione igienica allarmante, con la presenza di blatte e topi che hanno infestato gli spazi dove vengono preparati i cibi. Questo ha sollevato seri interrogativi sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica.

Reazione dei Cittadini

I cittadini romani, già stressati dalle numerose problematiche urbane, hanno reagito con rabbia e delusione. In molti si chiedono come sia possibile che tali condizioni siano state permesse di esistere fino a questo punto. Blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina è una frase che ha fatto il giro dei social, diventando virale e alimentando il dibattito sulla gestione della sanità pubblica.

Intervento delle Autorità

Le autorità hanno immediatamente chiuso i locali coinvolti, ma la questione non si ferma qui. Ora si pone l’interrogativo su come prevenire futuri episodi simili e se ci sia stata una qualche negligenza da parte degli enti preposti al controllo. La situazione richiede un’azione decisa e trasparente per garantire che la sicurezza alimentare non venga mai più compromessa in questo modo.

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Il caso del prete di Viterbo che vende assoluzioni e confessioni per 50 euro scatena polemiche religiose

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Il caso del prete di Viterbo che vende assoluzioni e confessioni per 50 euro scatena polemiche religiose

Il caso del prete di Viterbo che vende assoluzioni e confessioni per 50 euro ha scatenato un putiferio sui social, con commenti che vanno dal sarcastico all’indignato. #Chiesa #Viterbo #Corruzione

Un recente scandalo ha colpito la comunità di Viterbo, dove un prete è stato accusato di vendere “assoluzioni e confessioni per 50 euro”. La notizia, che ha rapidamente fatto il giro del web, ha sollevato un vespaio di polemiche e discussioni, mettendo in luce una pratica che molti considerano non solo eticamente discutibile, ma anche profondamente contraria ai principi della Chiesa Cattolica.

L’immagine che accompagna l’articolo mostra un messaggio di errore di accesso al sito di Fanpage.it, dove l’articolo originale era stato pubblicato. Il messaggio recita: "Access Denied. You don’t have permission to access ‘http://www.fanpage.it/roma/il-caso-del-prete-di-viterbo-che-vende-assoluzioni-e-confessioni-per-50-euro/‘ on this server. Reference #18.556fdd58.1744451943.8723" e rimanda a un link di errore: https://errors.edgesuite.net/18.556fdd58.1744451943.8723.

La reazione del pubblico è stata immediata e variegata. Alcuni utenti hanno commentato con ironia, chiedendosi se fosse possibile acquistare pacchetti famiglia o sconti per le festività, mentre altri hanno espresso un’indignazione più seria, sottolineando come la sacralità dei sacramenti non possa essere ridotta a una transazione commerciale.

La Chiesa locale non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, ma la vicenda continua a suscitare dibattito, con molti che si chiedono quali saranno le conseguenze per il prete coinvolto e se questo episodio possa portare a una riflessione più ampia sulle pratiche religiose e la loro gestione.

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