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Sabato si darà l’addio al poliziotto Amar Kudin morto nell’incidente tra volanti a Roma

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Sabato si darà l’addio al poliziotto Amar Kudin morto nell’incidente tra volanti a Roma

Sabato 23 novembre, presso il campo da rugby di Treviso, si terranno i funerali di Amar Kudin, l’agente di polizia di 32 anni coinvolto in un incidente stradale tra auto delle forze dell’ordine a Roma. Oggi, la camera ardente è stata allestita nel Reparto Volanti della Questura romana.

I Funerali a Treviso

I funerali di Amar Kudin avranno luogo presso lo stadio Gianni Visentin a Treviso, un luogo che l’agente conosceva bene avendoci giocato a rugby in diverse occasioni. La scelta della location è stata fortemente voluta dai familiari. Gli amici, i parenti, i colleghi e i cittadini si riuniranno per rendergli omaggio e salutarlo un’ultima volta. Tra i suoi progetti futuri, Amar aveva intenzione di tornare a Treviso per ricongiungersi con la sua fidanzata. Ex atleta delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, per la stagione 2024/2025 sarebbe stato capitano del Rugby Civitavecchia.

Amar Kudin, il poliziotto 32enne morto nello scontro tra volanti a Roma

La Camera Ardente a Roma

La camera ardente di Amar Kudin è stata allestita oggi presso la caserma Maurizio Giglio del Reparto Volanti della Questura di Roma in via Guido Reni. Dalle ore 9 del mattino, amici, colleghi e rappresentanti delle istituzioni hanno reso omaggio. In segno di lutto, le bandiere sventolano a mezz’asta.

Le Circostanze dell’Incidente

Amar Kudin, in servizio presso il Commissariato di Primavalle, era a bordo di una volante diretta al Commissariato il mattino del 18 novembre. L’agente era passeggero dell’auto guidata da una collega e viaggiavano in compagnia di un fermato accusato di possesso di arnesi da scasso sul sedile posteriore. Durante un intervento per una rissa, un’altra vettura della polizia si è scontrata con quella di Amar, provocando il ribaltamento di entrambe. L’impatto ha causato la morte immediata di Amar, mentre gli altri occupanti sono stati trasportati in ospedale.

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Roma: blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina, chiuse due tavole calde

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Roma: blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina, chiuse due tavole calde

Access Denied: A Roma chiusura di due tavole calde dopo l’invasione di blatte e topi. Blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina hanno scatenato l’intervento delle autorità. #Roma #Sanità #Cronaca

A Roma, due tavole calde sono state costrette alla chiusura a seguito di un’invasione di blatte e topi. Le condizioni igieniche erano talmente precarie che le autorità non hanno avuto altra scelta se non quella di intervenire immediatamente. La scoperta di blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina ha suscitato un’ondata di indignazione tra i cittadini.

Situazione Igienica Allarmante

Le ispezioni hanno rivelato una situazione igienica allarmante, con la presenza di blatte e topi che hanno infestato gli spazi dove vengono preparati i cibi. Questo ha sollevato seri interrogativi sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica.

Reazione dei Cittadini

I cittadini romani, già stressati dalle numerose problematiche urbane, hanno reagito con rabbia e delusione. In molti si chiedono come sia possibile che tali condizioni siano state permesse di esistere fino a questo punto. Blatte ed escrementi di topi sugli attrezzi da cucina è una frase che ha fatto il giro dei social, diventando virale e alimentando il dibattito sulla gestione della sanità pubblica.

Intervento delle Autorità

Le autorità hanno immediatamente chiuso i locali coinvolti, ma la questione non si ferma qui. Ora si pone l’interrogativo su come prevenire futuri episodi simili e se ci sia stata una qualche negligenza da parte degli enti preposti al controllo. La situazione richiede un’azione decisa e trasparente per garantire che la sicurezza alimentare non venga mai più compromessa in questo modo.

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Il caso del prete di Viterbo che vende assoluzioni e confessioni per 50 euro scatena polemiche religiose

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Il caso del prete di Viterbo che vende assoluzioni e confessioni per 50 euro scatena polemiche religiose

Il caso del prete di Viterbo che vende assoluzioni e confessioni per 50 euro ha scatenato un putiferio sui social, con commenti che vanno dal sarcastico all’indignato. #Chiesa #Viterbo #Corruzione

Un recente scandalo ha colpito la comunità di Viterbo, dove un prete è stato accusato di vendere “assoluzioni e confessioni per 50 euro”. La notizia, che ha rapidamente fatto il giro del web, ha sollevato un vespaio di polemiche e discussioni, mettendo in luce una pratica che molti considerano non solo eticamente discutibile, ma anche profondamente contraria ai principi della Chiesa Cattolica.

L’immagine che accompagna l’articolo mostra un messaggio di errore di accesso al sito di Fanpage.it, dove l’articolo originale era stato pubblicato. Il messaggio recita: "Access Denied. You don’t have permission to access ‘http://www.fanpage.it/roma/il-caso-del-prete-di-viterbo-che-vende-assoluzioni-e-confessioni-per-50-euro/‘ on this server. Reference #18.556fdd58.1744451943.8723" e rimanda a un link di errore: https://errors.edgesuite.net/18.556fdd58.1744451943.8723.

La reazione del pubblico è stata immediata e variegata. Alcuni utenti hanno commentato con ironia, chiedendosi se fosse possibile acquistare pacchetti famiglia o sconti per le festività, mentre altri hanno espresso un’indignazione più seria, sottolineando come la sacralità dei sacramenti non possa essere ridotta a una transazione commerciale.

La Chiesa locale non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, ma la vicenda continua a suscitare dibattito, con molti che si chiedono quali saranno le conseguenze per il prete coinvolto e se questo episodio possa portare a una riflessione più ampia sulle pratiche religiose e la loro gestione.

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