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Scontri tra ultras, il tifoso arrestato si difende: “Incidenti non erano pianificati”

Scontri tra ultras, le parole del legale dell’uomo sulle ricostruzioni investigative

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Scontri tra ultras, il tifoso arrestato si difende: “Incidenti non erano pianificati”

Scontri tra ultras preparati prima? Una tesi illogica, almeno secondo l’avvocato Lorenzo Contucci, espressosi a Il Messaggero sui fatti di ieri sulla A1. È lui a difendere il tifoso romanista ferito e poi arrestato. Il legale adesso si trova ad Arezzo, dove il suo assistito domani sarà processato con rito direttissimo. L’udienza in realtà avrebbe dovuto tenersi già oggi, ma è stata rinviata per un vizio di procedura. Contucci ne ha quindi approfittato per dire la propria sui fatti di Badia al Pino, anche alla luce di quanto redatto nel verbale d’arresto, che ha avuto modo di visionare.

SCONTRI TRA ULTRAS, SEMPRE PIÙ VIVA LA PISTA DELL’AGGUATO

Conferma la ricostruzione della polizia, “in linea – spiega – con i fatti accaduti“. I quali, prosegue, non si  è riusciti ad evitare, a causa di alcune “falle nella gestione dell’ordine pubblico“. In primis, i pochi agenti in tenuta antisommossa, segno che la Questura non aveva tenuto nel dovuto conto il pericolo. Sulla non premeditazione, inoltre, fa presente che il gruppo giallorosso si è presentato in numero inferiore rispetto ai partenopei e provvisto solo delle classiche armi da ultras. Si rafforza quindi la pista di un agguato, organizzato forse con l’ausilio di alcune ‘vedette’ dei movimenti dei romanisti.

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Farmaci e dispositivi medici (per 65 chili) rubati in ospedale per fare visite private, operatore sanitario a domicilio con braccialetto elettronico

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Farmaci e dispositivi medici (per 65 chili) rubati in ospedale per fare visite private, operatore sanitario a domicilio con braccialetto elettronico

In un’operazione che sembra uscita direttamente da un film di mafia, i carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Anzio hanno arrestato un operatore socio sanitario di 59 anni, impiegato presso l’ospedale “Riuniti” di Anzio/Nettuno, con l’accusa di peculato. L’uomo, approfittando del suo ruolo, ha sottratto circa 65 chili di farmaci e presidi medici dall’ospedale per usarli illegalmente durante l’orario di lavoro, fornendo cure a domicilio ai pazienti in cambio di denaro, ovviamente senza alcuna autorizzazione.

Domiciliari con braccialetto elettronico per peculato

Le indagini, condotte con metodi che farebbero arrossire anche James Bond, hanno rivelato che l’operatore si assentava ingiustificatamente dal lavoro per recarsi a casa dei suoi "clienti" e offrire prestazioni sanitarie con il materiale rubato. Dopo averlo beccato subito dopo una di queste "visite", i carabinieri hanno trovato su di lui alcuni strumenti sanitari. Una perquisizione a casa sua ha portato al rinvenimento di oltre 250 dispositivi e medicinali, tutti destinati all’uso esclusivo ospedaliero, accumulati per scopi personali o illeciti.

Sequestro e arresti domiciliari

Tutto il materiale, per un totale di circa 65 kg, è stato sequestrato. L’uomo è ora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, come disposto dal Tribunale di Velletri, che ha convalidato l’arresto. Tumore al seno, le terapie e il rischio recidiva: il 50% delle pazienti interrompe le cure prima del tempo – ma questa è un’altra storia. Commento: Ecco a cosa si riduce il servizio sanitario quando i dipendenti decidono di fare i furbetti.

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Lulù Selassié dopo la condanna per stalking a Bortuzzo: negli ultimi mesi ha vissuto l’inferno

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Lulù Selassié dopo la condanna per stalking a Bortuzzo: negli ultimi mesi ha vissuto l’inferno

"Negli ultimi mesi ho affrontato il periodo più brutto della vita". Dopo la condanna a un anno e otto mesi per stalking, pena sospesa, ai danni dell’ex fidanzato e campione di nuoto Manuel Bortuzzo pronunciata dal gup ieri mattina, Lucrezia Hailé Selassiè parla sui social. L’influencer, ex concorrente del Grande Fratello e autoproclamata “principessa etiope”, lo fa per la prima volta da mesi, dopo che a difenderla davanti al pubblico erano state più volte le sorelle.

Stalking a Manuel Bortuzzo, condannata a un anno e 8 mesi Lulù Selassiè

Ho visto persone prendere posizione contro di me senza conoscere i fatti — scrive, riferendosi al periodo del processo — fidandosi ciecamente di chi ha costruito il mio dolore con le proprie bugie”. Qualcuno, però, “ha continuato a credere in me”. Ma “ciò che mi ha più distrutta non è stato solo il tradimento, l’inganno, la menzogna: la delusione più grande l’ho provata verso me stessa”. Prosegue: “Mi sono ritrovata intrappolata in una realtà che non avevo scelto, a portare sulle spalle un peso che nessuno dovrebbe sopportare”.

“E ancora: Sono una giovane donna che si è ritrovata sola, sommersa da un’ondata di dolore troppo grande, troppo feroce, troppo ingiusto”. E così “ho vissuto giorni in cui la tristezza era così opprimente da togliermi il respiro, in cui il senso di esaurimento mi lasciava inerme, in cui non vedevo più alcun colore nel mondo intorno a me”.

Dice di aver “toccato il fondo della disperazione”. Di essersi “sentita svuotata, senza forze, incapace perfino di riconoscere la persona che ero stata prima di tutto questo. Il dolore mi ha piegata, messa in ginocchio, mi ha fatta sentire fragile, piccola e persa”. E “ogni mattina era una battaglia contro la voglia di sparire”. Anche se “nel buio più totale qualcosa dentro di me ha continuato a brillare: un frammento di forza, una scintilla di speranza”. Perché “non lascerò che tutto questo definisca chi sono”.

Nessuna ammissione di colpa. “Continuerò a lottare: non per rabbia, non per vendetta, ma perché la verità merita di essere raccontata”. Ieri i suoi avvocati, Edoardo Albertario e Niccolò Vecchioni, hanno infatti annunciato che faranno ricorso. L’influencer dice ancora: “Voglio ricordare, nel massimo rispetto degli organi giudicanti, che quella che emerge da un’aula di giustizia è una verità processuale”, mentre “la verità assoluta è in mano solo ai protagonisti degli episodi stessi”. E “da questo punto di vista io sono più che a posto con la mia coscienza e questa notte andrò a dormire tranquilla”. Infine quella che sembra essere una frecciatina, forse rivolta proprio a Bortuzzo: “Auguro a tutti di poter fare lo stesso”. Il messaggio si chiude con un ringraziamento “a chi ha scelto di guardare oltre il rumore”.

La relazione tra i due era cominciata tra le pareti della casa del Grande Fratello Vip, durante l’edizione 2021-2022. Una storia non particolarmente lunga, interrotta da Bortuzzo dopo la fine dell’esperienza televisiva. A quel punto, però, il giovane si sarebbe ritrovato catapultato in un vero e proprio inferno, fatto di continui messaggi e minacce. “Se non stai con me ti ammazzo e mi ammazzo”, sarebbe arrivata a dirgli la giovane, che secondo i pm lo avrebbe seguito addirittura all’estero. In unwrapped comment:, si dice che questa ex principessa etiope abbia perso la testa per amore, finendo col trasformarsi in uno stalker da film. In un generatori di meme, continua la ricostruzione dell’accusa, mentre si trovavano in Portogallo per i mondiali paralimpici lo avrebbe aggredito con due schiaffi. Poi la denuncia di Bortuzzo.

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